Lega, il segretario cittadino lascia tra rammarico e accuse ai vertici

Per Mario Spagnolo, sostenitore della prima ora di Matteo Salvini, il partito è zavorrato da interessi personali che hanno favorito il centrosinistra

Spagnolo con Salvini (foto di archivio).

LECCE – Dopo la sconfitta alle elezioni regionali, terminate con la riconferma di Michele Emiliano, si è consumato definitivamente lo strappo: Mario Spagnolo, segretario cittadino della Lega si è dimesso, comunicando la sua decisione nel corso di una conferenza stampa in un certo senso liberatoria, nella quale è emersa tutta la distanza tra la sua concezione del movimento che fa capo a Salvini e quella che definisce una gestione territoriale destinata a far arenare la Lega “come una balena spiaggiata, per evidenti interessi personali”.  Il partito di Salvini, va ricordato, in ambito regionale ha ottenuto 9,6 percento, che diventa 9,2 in provincia di Lecce e 7,1 nel capoluogo salentino.

Mai nominato esplicitamente, è il senatore Roberto Marti il convitato di pietra della conferenza. Spagnolo non l’ha mandata a dire, sostenendo che ci sia stato un evidente sostegno, peraltro non nuovo, al candidato del centrosinistra: “Siamo stati vittime di un nefasto ‘triplete’ che ha portato nel giro di un anno e mezzo a perdere il Comune di Lecce, la Provincia e ad affossare il centrodestra nelle elezioni regionali”. D'altra parte non è la prima volta che emerge questa forte contrapposizione: nel marzo del 2019 Spagnolo, che della Lega era il candidato alle primarie del centrodestra per la tornata delle comunali, raccolse un risultato deludente del quale intestò la responsabilità al senatore leccese.

Spagnolo, che di Salvini è stato sostenitore entusiasta della prima ora, ha rivelato anche qualche aneddoto: “Ho deciso di rassegnare le dimissioni nello stesso luogo in cui per la prima volta accolsi Matteo Salvini a Lecce, quando il nostro Capitano parlò da un tavolo utilizzato a mo’ di palco a tanta gente onesta e sincera, mentre quelli che adesso lo accompagnano – o dicono di farlo – si vergognavano a incontrarlo personalmente per evitare di farsi vedere con lui e chiedevano appuntamenti in luoghi poco affollati, pur di parlargli. Ma così va il mondo, il loro”.

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Infine, da parte dell’ex segretario, un passaggio riservato al commissario regionale della Lega, il senatore abruzzese Luigi D’Eramo: “Lei ha dichiarato di non sapere chi sia Mario Spagnolo. Mi spiace per lei, poiché oltre a dirle che avrebbe conosciuto una persona perbene, sono qui a ricordarle che il più alto responsabile regionale che dichiara di non conoscere chi ha fondato la Lega in un’importante provincia del suo territorio, non fa una bella figura. Il mio impegno politico, ovviamente, non si ferma e insieme a tanti amici, presto, siamo certi di dare una nuova casa agli ideali che abbiamo nel cuore per Lecce, per il Salento e per la Puglia”.

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