Lega, Spagnolo respinge ipotesi di incarichi: "Troppe porte girevoli"

I vertici regionali hanno ridisegnato l'organigramma sui territori. Paolo Pagliaro entra nell'esecutivo pugliese. C'è anche la ex presidente di Lupiae Servizi

Salvini e Spagnolo.

LECCE - Nei giorni scorsi l'organigramma dirigenziale della Lega è stato radicalmente cambiato nelle province pugliesi. E l'impronta del senatore leccese Roberto Marti si vede tutta. Di sua fiducia è infatti Gianni De Blasi, indicato come segretario per la provincia di Lecce (la vice è Caterina Carangelo); nell'esecutivo regionale entra Paolo Pagliaro, fondatore del Movimento Regione Salento ed editore di Telerama; nei quadri provinciali compaiono il consigliere comunale Severo Martini, gli ex consiglieri comunali Giordana Guerrieri, Alberto Russi, la ex presidente di Lupiae Servizi, Tatiana Turi, e Leonardo Calò, già segretario provinciale fino all'avvicendamento con Elisa Rizzello, assessora a San Cesario di Lecce, molto vicina all'eurodeputato Andrea Caroppo e ora estromessa dagli organismi dirigenti.

L'operazione non è piaciuta affatto a Mario Spagnolo, già responsabile cittadino e candidato della Lega alle primarie del centrodestra del 2018. Pur ribadendo massima fiducia nella leadership di Matteo Salvini e rimettendosi alle decisioni del partito, rimarca tutta la sua distanza dall'ipotesi che a lui possa essere affidato un incarico a livello cittadino:  "Non condivido la gestione della Lega a livello locale ed è giusto che continui a dare il mio contributo, da semplice militante, al partito che ho costituito a Lecce. I valori e gli ideali di Matteo Salvini, che gli italiani stanno apprezzando per la loro concretezza e serietà, non possono essere né uno scudo personale né un taxi utile a raggiungere traguardi fissati da smodate ambizioni che nulla hanno a che fare con lo spirito di servizio necessario quando si decide di fare politica".

Spagnolo ricorda recenti e controversi passaggi politici che lo hanno indotto a segnare un profondo distinguo rispetto all'organizzazione che il responsabile regionale Luigi D'Eramo e Marti hanno voluto: "Le porte girevoli che si chiudono per chi crede davvero nella Lega e si aprono per chi pensa di essere al Circo Barnum, dove è possibile assistere allo spettacolo dei doppi e tripli salti mortali, saranno certamente la scenografia politica di riferimento per chi ora ha il banco e dà le carte. Non per me, né per molti di noi. Abbiamo assistito in questi mesi alla paradossale situazione di figure politiche che parlavano in nome e per conto della Lega dopo aver sostenuto la giunta di centrosinistra di Carlo Salvemini o dopo aver dato il proprio contributo alla vittoria di Stefano Minerva alla Provincia. La scelta a Lecce di impallinare alle primarie il proprio candidato per accordarsi con gli altri competitor, o fingere di farlo per restare immobili, la dice tutta sulla nuova linea. Per non parlare poi dei risultati alle comunali che sembrano l’altra faccia della medaglia rispetto agli accordi trasversali per le regionali 2020 di cui tanto si parla".

In conclusione Spagnolo non vede grandi possibilità di schiarite all'orizzonte: "Non ci entusiasma un partito in cui si va avanti con scelte personalistiche e verticistiche prese nella hall di un albergo o nella saletta privata di un altro. Non ci piacciono quelli che promettono tutto a tutti per tenerli fermi e immobili. Abbiamo la fortuna di essere uomini liberi e come tali ci vogliamo comportare. Ad oggi questa è la situazione e non sembrano esserci all’orizzonte immediati sviluppi positivi".

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