Legambiente sente puzza di bruciato: "Costa a rischio cementificazione"

Secondo il Tar di Lecce non esiste un vincolo assoluto di inedificabilità e i dinieghi ai permessi a costruire devono essere adeguatamente motivati

Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

LECCE – Il rischio, per Legambiente, è quello dello stravolgimento del paesaggio costiero, già vessato da decenni di disattenzioni e scarsa sensibilità. L’associazione è intervenuta sulla sentenza con cui la Prima Sezione del Tar di Lecce ha accolto il ricorso della proprietaria di un lotto compreso nella fascia costiera di Marina di Mancaversa contro il diniego al permesso di costruire richiesto.

Il pronunciamento ha fatto scalpore perché incide direttamente su quello che, almeno teoricamente, è considerato un caposaldo, cioè l’inedificabilità entro i 300 metri dalla linea di costa. Nella sentenza si legge che il diniego era “inidoneamente motivato”: in altre parole era troppo generico e privo di riferimenti alla fattispecie, in relazione al presunto contrasto tra il progetto e le ragioni della tutela del paesaggio.

Legambiente prende posizione, anche perché il verdetto è stato interpretato da alcuni settori professionali e produttivi come un sostanziale via libera: “È una sentenza poco condivisibile quella emessa dal Tar di Lecce – si legge in una nota del presidente pugliese, Francesco Tarantini - e ci chiediamo come si possa anche solo pensare di costruire case in prossimità del mare. Si è detto che le centinaia di progetti analoghi, oggi bloccati, potranno finalmente essere realizzati, ma che non c’è alcun assalto alla costa. Sono due aspetti agli antipodi e inconciliabili. Il rischio tangibile è che le coste pugliesi, beni di alto valore naturalistico, verranno invase dal cemento. Su questa scia presto vedremo materializzarsi uno stravolgimento del paesaggio, che a tutti i costi vogliamo evitare”.

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Per l’associazione ambientalista, che ricorda che solo negli ultimi sono stati urbanizzati oltre 450 chilometri di costa, il rimedio sarebbe a portata di mano: “Lo strumento per evitare un disastro esiste ed è la Legge sulla Bellezza. Chiediamo alla Regione Puglia di dare seguito quanto prima alla sua approvazione, quale via per una organicità di interventi di tutela. Commenta così il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, la sentenza del Tar Lecce che ha annullato il vincolo di inedificabilità entro 300 metri dal mare, accogliendo il ricorso di una donna residente nella Marina di Mancaversa (Taviano) per costruire la propria abitazione a pochi passi dalla costa”.

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