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Lettera aperta ai vertici del Pd: "Basta col partito dei notabili"

Gigi Pedone, volte storico della sinistra leccese e già assessore provinciale, non le manda a dire

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

LECCE - Di seguito una lettera aperta al segretario cittadino, Maurizio Deta, e al segretario provinciale del Pd, Ippazio Morciano, scritta da Gigi Pedone, figura storica del partito a Lecce e in passato anche assessore provinciale. 

"Carissimi, non potete negare che il Pd della città di Lecce sia in uno stato comatoso. Cosa ancora più grave poichè - pur nella sua strutturale debolezza - è il primo partito della coalizione che sostiene l'amministrazione di Carlo Salvemini. La prima volta che il centrosinistra conquista la città nel primo turno delle elezioni. Un fatto storico! Che avrebbe dovuto motivare tutti in un lavoro teso a rafforzare il Pd cittadino; che avrebbe l'obbligo di aiutare, con suggerimenti e proposte, l'attivita dell'amministrazione comunale volgendo anche lo sguardo sulla regione e sul governo nazionale. Non ci dobbiamo scandalizzare quando ci accusano di essere il partito del potere, dei notabili e dei cacicchi: questa è un'amara verità che non puo' essere smentita ove si pensi anche al partito dei pacchetti di tessere detenute in modo clientalare e notabilare".

"Con la segreteria di Enrico Letta, finalmente, i circoli sono stati posti al centro della vita democratica e dell'attività del partito. Ma qui da noi, a Lecce, questo forte richiamo non è pervenuto. Si pensi a quella consultazione farsa avvenuta sui 21 punti indicati da Letta, mentre in tutta Italia sono state quasi 3000 sezioni che si sono riunite nelle quali hanno partecipato circa 30 mila militanti. Un fatto enorme di questi tempi. Non sono iscritto al Pd da sei anni, pur votandolo sempre in ogni elezione. Una scelta amara fatta perchè non intendevo - né intendo avere- la tessera di un di sepolcro, di una sezione nella quale c'è odore di muffa. Però, con l'arrivo di Letta e per gli obiettivi che ha indicato, intendo iscrivermi. Ad una condizione: che il nuovo tesseramento sia sottratto ai notabili e avvenga in sezione, aperta in giorni e in orari stabiliti. Vale a dire che chi intende rinnovare la tessera deve, personalmente, recarsi al circolo. E dopo aver fatto un tesseramento trasparente va urgentemente convocato un congresso per dare al Pd cittadino una dirigenza all'altezza della situazione e in grado di costruire il 'partito di prossimità', quello indicato da Enrico Letta, vicino ai bisogni dei ceti più disagiati, dei lavoratori, dei giovani e delle donne. Resto nell'attesa di una vostra risposta e intanto porgo cordiali saluti".

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