Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

“Confermare il ministro Bray”. I Giovani democratici scrivono a Matteo Renzi

Gli under del Partito democratico si mobilitano per il titolare del Mibac. Crescono di ora in ora le adesioni alla pagina creata su Facebook a sostegno della sua permanenza nell'esecutivo che il segretario del Pd sta formando in queste ore

Massimo Bray con Antonio Gabellone durante una visita a Lecce. Dietro, il sindaco, Paolo Perrone.

LECCE – Spirito di campanile o riconoscimento alla competenza? Prosegue la mobilitazione virtuale perché Massimo Bray rimanga alla guida del ministero dei Beni culturali e del turismo anche nel governo capeggiato da Matteo Renzi. Leccese di nascita, ma da anni trapiantato a Roma e già direttore editoriale dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, Bray è considerato vicino a Massimo D’Alema e questa “filiazione” gioca a suo sfavore nella composizione dei nuovi assetti.

Nonostante l’esponente del governo uscente abbia raccolto consensi e apprezzamenti piuttosto trasversali anche tra gli addetti ai lavori di un settore che ha sempre lamentato la disattenzione del mondo politico verso le risorse – quelle paesaggistico, storiche e architettoniche – che meglio caratterizzano l’Italia e che rappresentano un volano unico per il turismo e dunque per l’economia del Paese.

I social network sono pieni di prese di posizione per la riconferma di Bray. Su Facebook è stata creata una pagina – “Toglietemi tutto ma non il mio Bray” – che ad oggi ha raccolto circa 5500 adesioni. E’ delle scorse ore l’intervento dei Giovani democratici della Provincia di Lecce che hanno deciso di scrivere direttamente a Renzi per chiedere al presidente incaricato di formare il nuovo governo di consentire a Bray il prosieguo del lavoro avviato come ministro: “Non lo facciamo per ‘piaceria’ o per circostanza, semplicemente per manifestare la nostra riconoscenza e anche il nostro affetto ad un uomo del Sud che ha avuto il merito di attribuire alla cultura un ruolo centrale nello sviluppo economico e sociale di questo paese. Lo facciamo perché non vogliamo che questo percorso si interrompa. Lo facciamo noi insieme a tantissima gente in tutta Italia, a partire dai tanti operatori del settore che hanno avuto il privilegio di apprezzare la sua grande competenza in materia e la sua grande umanità”.

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