Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Il presidente del consiglio regionale con il gasdotto: lettera al sindaco di Melendugno

Dal 13 al 15 luglio il presidente dell'Azerbaigian sarà a Roma per una serie di incontri ai massimi livelli. Un'occasione, secondo Onofrio Introna di Sel, per individuare un punto d'approdo diverso da San Foca e non voltare le spalle al progetto

Lungomare di San Foca.

LECCE – Si avvicina l’ora della resa dei conti. E intorno al progetto di gasdotto proposto da Tap sono in corso grandi manovre diplomatiche ed economiche. Mentre si attende entro la fine dell’estate il parere tecnico del ministero dell’Ambiente, il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, sta per arrivare a Roma dove si tratterrà dal 13 al 15 luglio.

Per lui una fitta agenda di incontri: prima con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, poi con il presidente del Senato, Pietro Grasso, quindi con il presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi e quindi con il sindaco di Roma, Ignazio Marino. L’Italia è il primo partner commerciale dell’economia azera e non c’è dubbio che si parlerà anche dell’annosa questione dell’opera che dovrebbe garantire all’Europa continentale, attraverso l’Italia, una fonte di approvvigionamento energetico alternativa al canale russo.

Sia l’impatto dell’opera che prevede l’approdo sulla spiaggia di San Foca, marina di Melendugno, sia la necessità di investire ancora su fonti energetiche di tipo tradizionale, come il gas, sono contestati senza riserve dagli attivisti che si sono costituiti in comitato e che seguono sin dall’inizio l’iter previsto, ma anche dalle amministrazioni comunali, a partire proprio da quella di Melendugno che ha detto chiaro e tondo che il gasdotto sul suo territorio non lo vuole nemmeno a peso d’oro.

E a Marco Potì, primo cittadino del comune salentino ha scritto oggi Onofrio Introna, il presidente del consiglio regionale pugliese. Una lettera, quella dell’esponente di Sel, destinata a far discutere, oltre che per il contenuto, anche per il fatto che è firmata da un autorevole rappresentante istituzionale della Regione, il cui comitato tecnico di valutazione di impatto ambientale ha bocciato per ben due volte il progetto.

Introna, socialista democratico di vecchia data era molto vicino a Vittorio Potì, consigliere regionale scomparso nel 2011, già sindaco di Melendugno (nonché zio dell’attuale primo cittadino) e citato da Tap come uno degli interlocutori che, all’inizio della vicenda, dimostrarono una certa propensione nei confronti del progetto quando ancora non era chiaro quale potesse essere il punto di approdo nella Puglia meridionale.  Un riferimento, quello raccontato dall’amministratore delegato di Tap durante un incontro con i giornalisti, che indignò la famiglia dell’ex primo cittadino. Di seguito alcuni passaggi della lettera.

Caro Marco, bene che sono stato tra i primi ad essere affianco alle ragioni della tua città, quando l’approdo della Trans Adriatic Pipeline dall’Azerbaigian all’Italia puntava verso una delle più belle spiagge pugliesi, la vostra San Foca. Anche in quella occasione, però, pur ribadendo che ogni opera va realizzata nel rispetto della vocazione dei territori, non ho fatto a meno di sottolineare il ruolo strategico dell’approvvigionamento di gas azero per le famiglie, per le imprese e per il Paese. Sostenevo che poteva trovare una localizzazione sul litorale pugliese, a condizione di non sbarcare sulle coste contro tutto e tutti  e di ridurre al minimo l’impatto sul punto di approdo, il passante di un’infrastruttura capace di assicurarci una notevole autonomia energetica, di sdoganarci dall’oligopolio russo-maghrebino e di calmierare i prezzi. Partendo dal carattere cruciale che questo progetto potrebbe avere per il nostro sviluppo, suggerivo quindi l’opportunità di cercare un nuovo approdo, d’intesa con i sindaci e il territorio.

L’imminente visita del presidente dell’Azerbaigian potrebbe essere una valida occasione per il Comune di Melendugno, per i comuni vicini, per la Regione Puglia e per l’attivismo del governo Renzi. Potrebbe dare all’Italia la possibilità di non voltare le spalle ad una fonte di energia pulita, a bassa incidenza sull’ambiente. La Tap può coniugare le legittime ragioni di tutela del paesaggio con l’esigenza di assicurare una fornitura essenziale per il rilancio dell’economia italiana, che nei prossimi anni chiederà nuova energia. Il gas può essere una risposta valida, al contrario dell’estrazione dei pessimi idrocarburi sottomarini adriatici e ionici incapaci di garantirci autonomia, checché se ne dica – né possiamo continuare a bruciare carbone o a riempire le campagne di distese di pannelli fotovoltaici e di foreste di pale eoliche.

In accordo con le Amministrazioni, le associazioni, i cittadini, cerca di trovare, caro Marco, le soluzioni opportune perché il territorio e il Paese non debbano rinunciare a cuor leggero ad un progetto importante e strategico. Facciamo in modo che si possa ottenere il maggior vantaggio da una fonte buona come il gas, azzerando ogni possibile danno. Con questa premessa, ti confermo tutta la mia disponibilità ad affiancare le scelte che la tua amministrazione vorrà assumere. Certo che saprai scegliere nell’interesse migliore per le nostre comunità, Ti rinnovo la mia fraterna amicizia.

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