Levata di scudi per il cameraman licenziato, interviene la politica

Il sindaco Perrone e la senatrice Poli intervengono sul caso di Vincenzo Siciliano, licenziato da Canale 8, esprimendo solidarietà e la necessità di intervenire per sostenere le tv locali. Domani, la riunione dell'informazione

Vincenzo Siciliano.

 

LECCE - Il licenziamento di Vincenzo Siciliano, cameraman licenziato da Canale 8, sta per diventare un caso nel panorama dell’informazione locale. L’operatore televisivo che non veniva pagato da mesi dalla tv locale, è diventato l’inconsapevole leader di un movimento di protesta che sta dilagando su facebook ( e non solo) tra gli operatori della comunicazione: tanti, tantissimi che hanno preso ad esempio la sua coraggiosa denuncia, per tirar fuori, uno alla volta, vicende di cui sono stati protagonisti, talvolta vittime, per far fronte comune. Almeno per una volta. E proprio così: all’improvviso.

Perché la precarietà che caratterizza l’universo della comunicazione è storia tanto nota, quanto taciuta. L’omertà regna sovrana e ha trasformato l’anomalia in consuetudine, nonostante l’informazione sia un lavoro come altri: non è un hobby, una passione a cui dedicare i ritagli di tempo. E non c’è scusa che tenga: va pagato. Riconosciuto, rispettato. Non solo quando fa comodo per tornaconti di immagine, ma soprattutto quando diventa “scomodo”e impegnativo.

Forse era semplicemente arrivato il momento che se ne parlasse, giacchè è bastata una sola denuncia a sollevare un polverone che sta raccogliendo la solidarietà trasversale dei sindacati e della politica. Ultimi, solo in ordine di tempo, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, fresco di elezioni e la senatrice di Io Sud, Adriana Poli Bortone, che tendono la mano al cameraman licenziato.

"Il licenziamento di un lavoratore, soprattutto se improvviso, immotivato e probabilmente riconducibile alla libera rivendicazione dei propri diritti, è un atto di scorrettezza e di ingiustizia. In un momento di crisi diffusa, le azioni brusche non possono mai essere condivise, perché possono minare gli equilibri di una persona, prima che di un lavoratore. Da una parte ci sono le aziende che annaspano, dall'altra, i lavoratori portati al limite della sopravvivenza. L'ho sempre detto: un sindaco non può obbligare i datori di lavoro alla conservazione dei posti. Può però farsi promotore e portavoce di percorsi di sensibilizzazione.– spiega Perrone - Il licenziamento di Vincenzo Siciliano, se veramente riconducibile al suo appello pubblico su Facebook, mi sembra quanto mai inopportuno e meritevole di ridiscussione”.

Il sindaco esprime una “piena comunione d’intenti” con i professionisti della comunicazione che domani si riuniranno nella sala dell’open space di Palazzo Carafa per fare il punto della situazione.

La solidarietà di Perrone incrocia quella della senatrice Poli Bortone che rivendica una battaglia combattuta da tempo, a suon di  emendamenti, disegni di legge, ordini del giorno in favore delle tv locali con l’obiettivo di attuare pienamente la legge 422 del 93, che stabilisce che una quota del canone di possesso dei televisori (impropriamente definito canone Rai), vada all’emittenza locale, il che consentirebbe alle tv locali di poter svolgere dignitosamente il loro prezioso ruolo di informazione locale nonché di agevolazione della crescita delle piccole e medie imprese del territorio”.

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“Ogni volta, su questo, mi ritrovo in Parlamento circondata da uno splendido isolamento – aggiunge la senatrice - E’ ovvio dunque che la mia solidarietà vada al lavoratore ma è altrettanto chiaro che sul tema delle tv locali occorra ormai intervenire con urgenza per evitare che la chiusura delle imprese televisive locali si vada ad aggiungere al sempre più lungo elenco di imprese del Mezzogiorno che chiudono i battenti”.

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