Orchestrali ad un passo dal licenziamento occupano la sala giunta della Provincia

La procedura, in scadenza il 6 luglio, è stata aperta per 58 lavoratori. I sindacati scrivono al presidente Emiliano chiedendo l'erogazione del contributo datato 2014 e di trovare misure atte a scongiurare il peggio. Duro il giudizio sull'operato dell'attuale Cda della Fondazione

I portavoce della protesta in Provincia

LECCE - I professori dell’orchestra Ico Tito Schipa di Lecce sono ad un passo dal licenziamento: la procedura aperta per 58 lavoratori si concluderà, infatti, il 6 luglio. Poche settimane ancora ed il personale della storica Fondazione, fiore all’occhiello per la cultura di un intero territorio, sarà accompagnato alla porta. Così i dipendenti, spinti da un livello di esasperazione ormai intollerabile, hanno deciso di giocarsi il tutto per tutto e, questa mattina, 11 giugno, hanno occupato la sala giunta della Provincia di Lecce. Il presidio è proseguito per diverse ore e l’assemblea si è sciolta intorno alle 15. Ma gli orchestrali si sono dati appuntamento per il “bis” che verrà concesso già domani mattina, alla stessa ora e nello stesso luogo.

La spada di Damocle pende, impietosa, sulla testa di 37 persone con contratto a tempo indeterminato, 17 a tempo determinato, due amministrativi e due ausiliari. Pur essendo aperto un tavolo in Provincia su questa vertenza, di fatto è ormai certo che non sarà possibile far partire la programmazione artistica estiva perché manca la necessaria copertura economica.

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, al fianco dei lavoratori, stigmatizzano quanto sta avvenendo: “Mentre il nostro territorio perde un patrimonio culturale e artistico di enorme valore, il cartellone estivo viene cancellato, rischiando così di perdere anche il finanziamento del Fus di 500mila euro; mentre sessanta persone e le loro famiglie perdono il lavoro, le istituzioni perdono tempo sugli impegni presi e, cosa gravissima, i componenti del Consiglio d’amministrazione della Ico, di cui è presidente lo stesso Antonio Gabellone, continuano a percepire le indennità”.

Le segreterie sindacali stanno tentando di correre ai ripari ed hanno già chiesto sia l’azzeramento del Cda della Fondazione, sia l’immediata individuazione di una soluzione atta a scongiurare i licenziamenti.

Per queste ragioni hanno inviato rivolto un accorato appello al neopresidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Sono numerosi i fattori che stanno minando il futuro della Fondazione - si legge nella lettera inviata da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - : dalla legge 56 di riordino istituzionale (Delrio) alla mancata promulgazione della legge regionale conseguente in merito alla attribuzione delle deleghe; dal taglio dei fondi alla cultura a una storia manageriale della Fondazione priva di qualsiasi spinta a ricercare nuove risorse e nuovi mercati”.

“Ci si trova oggi a pochi giorni dall'avvio delle procedure di licenziamento senza quasi prospettive - continuano i sindacati - . La stagione sinfonica 2015, infatti, pur programmata e di soli cinque mesi, potrebbe non iniziare a causa del fatto che i crediti vantati dalla Fondazione stessa, soprattutto quelli relativi ai contributi regionali e del Comune di Lecce, socio della Ico, relativi al 2014, ancora non sono stati liquidati”.

Per queste ragioni le organizzazioni sindacali hanno chiesto ad Emiliano di procedere con l'atto amministrativo di liquidazione del contributo regionale per lo scorso anno e, appena si sarà insediato e individuato l'assessore di competenza, di aprire un tavolo che sia in grado di costruire percorsi di tutela di questo patrimonio culturale.

La missiva si conclude con un appello rivolto ai consiglieri regionali salentini: “Alcuni di loro hanno già pubblicamente manifestato sensibilità sui destini dell'orchestra Tito Schipa e per questo gli chiediamo di superare gli steccati di appartenenza politica e fare una azione di pressing sul governo regionale e in tutti gli ambiti che riterranno utili per assicurare continuità a questo  gioiello provinciale”.

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La lettera contiene anche una dura critica all’attuale Consiglio di amministrazione della Fondazione che, secondo le organizzazioni sindacali, “non si è dimostrato all'altezza del compito affidato di sviluppo e rilancio, limitandosi a gestire l'ordinaria amministrazione e i contributi storici senza dotarsi né di visione né di strumenti adeguati alle sfide complesse che il mondo della musica dal vivo pone, oramai, da anni. Per questi motivi chiediamo che tutti i componenti facciano un passo indietro e il presidente Gabellone, come ultimo atto della sua gestione, individui soggetti autorevoli e competenti che si facciano carico di traguardare la Fondazione verso un futuro sostenibile”.

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