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La facciata, oggi, del "Tito Schipa".

La facciata, oggi, del "Tito Schipa".

Liceo musicale, Quinto scioglie il nodo: "La proprietà non è solo della Provincia"

Il legale è intervenuto nel corso della commissione consiliare di Controllo. L'immobile, recuperato dopo decenni di abbandono, fu costruito negli anni Trenta da un consorzio con Comune e Camera di Commercio

LECCE – Il Liceo musicale “Tito Schipa” è di proprietà del consorzio formato da Comune di Lecce, Camera di Commercio e Provincia di Lecce e non solo di quest’ultima. Di conseguenza, terminato il recupero dell'immobile, qualsiasi ipotesi di destinazione dovrebbe passare dall'accordo tra i tre enti. Lo ha affermato l’avvocato Pietro Quinto, interpellato dal presidente della commissione consiliare presieduta da Giorgio Pala.

L’edificio di viale dell’Università, dopo un lungo periodo di abbandono, è stato finalmente recuperato in seguito a un appalto bandito dalla Provincia e finanziato con fondi regionali. Venne costruito pochi anni dopo la costituzione tramite decreto prefettizio di un consorzio (la Camera di commercio allora si chiamava Consiglio dell’economia corporativa): era il 1933.

Il relativo progetto fu approvato dal podestà nel 1936 e alla sua realizzazione contribuì con le proprie finanze lo stesso famoso tenore leccese, per la parte muraria dell’edificio. La somma elargita andò a integrarsi a quella di 160mila lire, a carico per metà del Comune e per metà della Provincia. Nel decreto di istituzione del consorzio si era intanto disposto che i tre enti avrebbero versato 20mila lire ciascuno il primo anno e 30mila lire nei successivi.

Nel 1970, quando il ministro della Pubblica Istruzione autorizzò l’attivazione a Lecce di un conservatorio di musica, il “Tito Schipa”, che era pareggiato ai conservatori, assunse la denominazione di “Conservatorio di musica Tito Schipa”. Dopo quella data, però, l’edificio attiguo al Liceo classico Palmieri fu abbandonato perché il consorzio dei tre enti si impegnava a trasferire all’istituendo conservatorio tutto il materiale esistente, ma la proprietà, ha ribadito Quinto, non è mai stata dismessa da parte del consorzio.

La linea interpretativa dell’amministrativista è stata sposata in pieno dal presidente del conservatori, Biagio Marzo, che ha partecipato ai lavori della commissione (che, ovviamente, si è riunita da remoto), lamentando la presenza “totalizzante” della Provincia di Lecce, a fronte dell'uscita silenziosa di scena degli altri due componenti del consorzio, il Comune e la Camera di Commercio.

Al termine della discussione si è deciso dunque di portare il “caso” sul tavolo dell’assessora comunale alla Cultura, Fabiana Cicirillo, perché si faccia carico della convocazione del consorzio. Il passo è necessario, ha concluso Quinto, anche per chiarire bene l'iter dell'appalto che ha portato al recupero: come ente appaltante avrebbe dovuto figurare il consorzio e non solo la Provincia.

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