Contro Napolitano satira o offesa? E un giornale di Calimera solleva un caso

Interrogazione di Teresa Bellenova: sul banco degli imputati il numero unico de "Lo Specchio", diretto dal capo di gabinetto della Provincia, Luigi Mazzei. Un'espressione potrebbe essere lesiva della reputazione del Presidente della Repubblica

@TM News/Infophoto

LECCE – Il caso è dietro l'angolo, anche perché protagonista suo malgrado è Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica italiana. Teresa Bellanova ha ragione di ritenere che un giornale satirico del Salento, diffuso principalmente a Calimera, ne abbia leso la reputazione e per questo si è rivolta al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con un’interrogazione a risposta scritta in commissione. Sul banco degli imputati, in qualità di direttore responsabile, il capo di gabinetto della Provincia di Lecce, Luigi Mazzei.

satira_calimera-2Nel numero unico de Lo Specchio, uscito il primo di gennaio e curato da Forza Italia, è dedicata al Capo dello Stato una poesia, a pagina 6, dal titolo Quando l’ideologia illiberale sui moderati prevale. La seconda strofa, al primo rigo, inizia col verso che ha indignato la deputata del Partito democratico: al colle siede uno stragista Comunista. La deputata del Partito democratico ha posto quindi al ministro la questione se l'espressione non possa essere definita oltraggiosa, tanto più perché avallata dal titolare di un importante incarico in un ente pubblico.

Si tratta di uno scivolone poco elegante ma comunque veniale, di un corretto esercizio del diritto di satira o di un vero e proprio reato? Giova ricordare che l’articolo 278 del codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque offenda l’onore e il prestigio del Presidente della Repubblica. 

E' vero che negli ordinamenti democratici e liberali è ampiamente riconosciuto alla satira un margine d'azione molto ampio, anche perché viene vista come argine giullaresco al potere politico e istituzionale, ma è altrettanto evidente che l'appellativo "stragista" induca a collegare una diretta responsabilità del presidente rispetto a efferati delitti contro le persone.

Insomma, qualunque possano essere le conseguenze, si tratta di un caso di scuola sul quale possono misurarsi giuristi ed esperti di dottrina. Non è comunque un episodio isolato: Maurizio Belpietro è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Milano per vilipendio al Capo dello Stato per una vignetta, pubblicata su Libero quando ne era direttore, in cui Napolitano e altri esponenti politici, tra cui Bersani e Fini, erano definiti papponi di Stato.

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