Lodeserto non sale in cattedra, ma arriva in Parlamento

Il prete inquisito per reati connessi alla sua attività di cooperatore internazionale, salterà la lezione di venerdì 16 nell'Ateneo salentino. E parte una interrogazione al ministro dell'Università

Che don Cesare Lodeserto, il prete pluriinquisito per reati connessi alla sua attività di cooperatore internazionale all'ex "Regina pacis" di San Foca avesse dovuto impartire lezioni nell'Ateneo salentino proprio sulla cooperazione internazionale, ha fatto sobbalzare dalla sedia non pochi: gente comune, politici e studenti. E c'è chi invece ha ritenuto che tutto sarebbe dovuto procedere come se anni di cronaca giudiziaria avessero raccontato in realtà solo frottole. Comunque. Oggi, il consigliere regionale di Rifondazione comunista Piero Manni, l'unico politico a sollevare il caso, rende nota la notizia che l'ex segretario del vescovo venerdì 16, dalle ore 17 alle ore 19, le due ore di lezione nell'ambito del master in "Diritto degli enti non profit" le salterà.

"La mia denuncia del fatto che don Cesare Lodeserto, plurinquisito per reati connessi alla sua attività di cooperatore internazionale, salisse in cattedra ad insegnare a giovani laureati come si fa cooperazione internazionale, ha scongiurato il rischio: la lezione è stata rinviata sine die - scrive Manni". E aggiunge: "La denuncia ha suscitato inoltre una interrogazione parlamentare del senatore Russo Spena al ministro dell'Università e della Ricerca e un vivace dibattito sulla stampa e sui blog del territorio. Non mi coinvolgono le banalità emerse e le ingiurie nei miei confronti, mentre un punto del dibattito mi interessa chiarire: non si possono mettere sullo stesso piano l'intervento di Renato Curcio e quello (mancato) di don Cesare Lodeserto; infatti, Curcio è il rappresentante di una fase storica chiusa, con la quale la cultura italiana ha fatto e definito i conti, maturato una distanza e un giudizio che ci garantiscono e ci immunizzano (salvo rozze strumentalizzazioni della destra che vuole tenere a forza vivo un nemico spauracchio); la vicenda del Lodeserto invece - spiega - è presente e viva, oggetto ancora di accertamenti giudiziari e di visioni contrastanti: paradossalmente, se il Lodeserto fosse stato definitivamente condannato, se chi oggi ancora difende i suoi comportamenti e la sua visione della cooperazione internazionale avesse definitivamente preso le distanze da lui, allora si potrebbe serenamente utilizzare le sue competenze e la sua esperienza. Ma così non è: dal momento che ci sono ancora uomini e addirittura istituzioni pubbliche che condividono o almeno giustificano la condotta del Lodeserto, allora la società civile ha il dovere di essere preoccupata e sospettosa".

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Ed eccola l'interrogazione al ministro dell'Università e della Ricerca dal senatore di Rifondazione Giovanni Russo Spena: "don Cesare Lodeserto, pluriinquisito per reati abietti connessi alla sua attività di cooperatore internazionale, è invitato all'Università di Lecce, venerdì 13 luglio per tenere una lezione sulla cooperazione internazionale, nell'ambito del master in "Diritto degli enti non profit": Lodeserto ha già subito due condanne in primo grado (la prima ad otto mesi e la seconda a un anno e quattro mesi di carcere) ed ha due processi in corso: i reati contestati vanno dal sequestro di persona alla truffa aggravata allo Stato, dalla violenza privata alla calunnia alla simulazione di reato alla violazione della legge sull'immigrazione clandestina. Considerato che con l'invito rivolto dall'Università di Lecce al Lodeserto vengono oggettivamente legittimati i suoi comportamenti - conclude Russo Spena - i quali sono invece giuridicamente, socialmente e moralmente del tutto censurabili, nonché altamente diseducativi nei confronti dei giovani laureandi, si chiede di sapere se il Ministro non intenda intervenire per censurare tali comportamenti da parte dell'Università di Lecce".

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