Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Lotta alla violenza sulle donne. La giunta regionale presenta disegno di legge

Il testo di legge, al vaglio del consiglio pugliese, punta su prevenzione, assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per le vittime e percorsi di accesso facilitato in ospedali e Asl

Bari - Una battaglia da vincere sul piano del cambiamento culturale. Perché “La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, la peggior forma di discriminazione che non ci stancheremo mai di combattere con ogni mezzo. Lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo umano e civile prima che politico". Lo scandisce a chiare lettere l’assessore regionale alla Salute e al Welfare, Elena Gentile, provando a spiegare il senso più profondo del testo di legge licenziato nella seduta di giunta regionale dello scorso 4 marzo e che ora inizia il suo iter in consiglio per l’approvazione definitiva, prevista entro la fine del mese.

Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, la Regione Puglia dà un ulteriore segnale di attenzione e di impegno in favore delle donne. Si chiama “Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno delle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne” il testo del disegno di legge che “rappresenta - come puntualizza Gentile - il punto di arrivo di un impegnativo percorso di lavoro avviatosi nell’aprile del 2013, ampiamente condiviso e concertato".

La proposta normativa vuole consolidare e rafforzare la rete dei servizi territoriali e l’impegno dell’amministrazione regionale, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno della violenza di genere: “Abbiamo voluto questa legge – continua – per consolidare e potenziare la rete dei servizi territoriali che, spesso, hanno assicurato interventi urgenti e indifferibili contando esclusivamente sull’impegno volontario delle operatrici dei centri Antiviolenza”.

Il testo di legge si compone di venti articoli che, nella prima parte, declinano i principi, le definizioni, le finalità e gli obiettivi, nella seconda il sistema delle responsabilità sia regionali sia delle autonomie locali, nella terza ed ultima struttura il sistema di governance. All’interno del sistema di governance è prevista una Task force permanente che ha il compito di predisporre strumenti operativi ed integrati per l’attuazione della norma.

Ruolo cardine viene affidato al corretto e costante monitoraggio del fenomeno, con una sezione dedicata dell’Osservatorio regionale delle politiche sociali, nonché al lavoro di prevenzione da realizzare in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e con il supporto degli operatori della comunicazione. Il testo di legge interviene anche sotto il profilo della formazione e della sensibilizzazione, fissando una serie di principi che, assieme alla campagna di comunicazione avviata nel mese di settembre 2013, mirano a rafforzare la cultura del rispetto, dell’educazione all’affettività e la decostruzione degli stereotipi di genere.

“È un impegno forte quello assunto dalla Regione sul fronte della comunicazione – sottolinea l’assessore Gentile – abbiamo previsto  la sottoscrizione di appositi protocolli con gli operatori della comunicazione volti all’utilizzo corretto e non strumentale del corpo delle donne, di linguaggi orientati al parlare civile, perché questa battaglia si vince principalmente sul piano del cambiamento culturale, sul mutamento degli stereotipi. Abbiamo anche previsto la facoltà dell’amministrazione regionale di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per violenza, con l’impegno di devolvere l’eventuale risarcimento del danno alle vittime degli atti di violenza”.

Molte le novità contenute nel testo di legge. Tra queste, l'assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per il sostegno, anche economico, delle vittime. “Abbiamo anche previsto – puntualizza Gentile – percorsi privilegiati di accesso per le vittime di violenza negli ospedali e nelle Asl che saranno dotati di personale competente e adeguatamente formato”.

La legge è, al momento, finanziata con 900mila euro, cifra che, nel panorama delle leggi già approvate da altre regioni italiane in materia di contrasto alla violenza di genere, rappresentafoto (2)-11-6 uno degli stanziamenti più significativi.

Investimenti nei piani di zona approvati

Sono in tutto 12 i piani sociali di zona approvati da dicembre ad oggi (su un totale di 45) che programmano servizi e interventi per il triennio 2014-2016 stanziando le risorse per la sola annualità 2014. I documenti di programmazione sociale regionale hanno fissato, nell’area del contrasto alla violenza, significativi Obiettivi di Servizio per la programmazione sociale territoriale e precisamente: attivazione di  almeno n. 2 centri antiviolenza per ciascuna provincia e almeno n. 1 casa rifugio per provincia.

Il terzo piano regionale delle Politiche sociali ha ulteriormente rafforzato questi obiettivi, prevedendo la sottoscrizione da parte degli ambiti territoriali, di almeno n. 1 convenzione con un centro Antiviolenza – autorizzato e regolarmente iscritto al registro regionale.

Al 31 gennaio 2014 sono ben 18 i centri antiviolenza autorizzati e attivi sull’intero territorio regionale, 7 le case rifugio per vittime di violenza e ulteriori 2 case rifugio per vittime di tratta.

Gli investimenti per l’antiviolenza in totale ammontano a € ­­­­­­­­­­­­­­962.695,81 di questi € 432.263,50 sono investiti per il convenzionamento con i Centri Antiviolenza, € 436.936,72 per le strutture residenziali (Case Rifugio), € 93.495,59 per le équipe.

Di seguito il dettaglio per gli ambiti territoriali salentini

GAGLIANO DEL CAPO

CAV 21.000

RESIDENZIALE 25.083,08

EQUIPE 19.000,00

GALLIPOLI

CAV 64.005,50

RESIDENZIALE 144.000,00

EQUIPE 5.000,00

LECCE

CAV 10.000,00

RESIDENZIALE 10.000,00

MAGLIE

CAV 10.000,00

RESIDENZIALE 5.000,00

EQUIPE 11.800,00

GALATINA

CAV 28.000,00

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