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Lotta al caporalato: il piazzale di Boncuri intitolato al dirigente Fumarulo

Alla cerimonia d'intitolazione presente anche il governatore Emiliano: "La Regione ha sopperito alle mancanze del governo per offrire un'accoglienza dignitosa ai braccianti"

Nardò - Stefano Fumarulo è stato un dirigente che i colleghi in Regione Puglia non intendono dimenticare. Prematuramente scomparso nell’aprile del 2017, Fumarulo si ricorda ancora per l’impegno speso nell’antimafia sociale ed il coraggio profuso nell’azione di contrasto ai fenomeni criminali.

Ed alla sua memoria il Comune di Nardo ha voluto intitolare un piazzale: non uno spazio qualunque, ma un luogo simbolico all’ingresso di Masseria Boncuri che quest’anno, sebbene in ritardo, è stata in grado di offrire un’accoglienza più dignitosa ai lavoratori stagionali impegnati nella raccolta delle angurie.

La cerimonia di intitolazione si è tenuta ieri sera, 23 agosto, alla presenza delle autorità locali, tra le quali il sindaco Pippi Mellone, il prefetto Claudio Palomba ed il governatore della Regione Michele Emiliano. I saluti istituzionali sono stati frammentati dalla voce rotta dalla commozione di chi ha conosciuto Fumarulo in vita e serba un ricordo speciale della persona, un ricordo legato a doppio filo ai fenomeni criminali che inquinano lo spirito solare del Salento.

“Stefano ci ha seguito giorno per giorno in questo lungo percorso che ci ha portato alla creazione di un villaggio dell’accoglienza a Boncuri – ha commentato il sindaco Mellone -: era con noi quando veniva smantellato quell’obbrobrio della baraccopoli; quando abbiamo emesso l’ordinanza anti-caldo ed in tutte le azioni che dalle prime lotte sindacali dei braccianti fino al processo Sabr ci hanno permesso di sbiancare questa macchia del caporalato. Chi non gioisce oggi insieme a noi è un amico degli schiavisti”.

Commosso anche il ricordo del presidente Emiliano che ha voluto partecipare alla cerimonia: “La Regione Puglia non ha tra le sue competenze quella di gestire l’accoglienza dei lavoratori migranti: questo dovrebbe essere un compito del governo nazionale e dell’Ue – ha spiegato ai microfoni -. Siamo stati quindi costretti a intervenire utilizzando i soldi dei pugliesi per garantire la dignità delle persone".

"Questo modello dell’accoglienza, immaginato da Stefano, si svilupperà poi in tutta la Puglia, ma è cominciato qui a Nardò per precisa volontà del sindaco Mellone - ha aggiunto -. La foresteria ha permesso di ospitare i braccianti in dignità, con bagni, aria condizionata ed ambienti puliti: l’obiettivo è quello di  scoraggiare le azioni di reclutamento della manodopera da parte della criminalità organizzata, offrendo delle alternative ai lavoratori ed alle aziende così da stroncare alla base il fenomeno del caporalato”.

L’occasione è stata utile per realizzare un sopralluogo all’interno dei prefabbricati allestiti a fine luglio nello spiazzo adiacente alla Masseria: gli ottanta moduli abitativi con quattro posti letto ciascuno (comprensivi di servizi igienici, uffici, infermeria e mensa) rimarranno a disposizione degli operai agricoli anche il prossimo anno.

La soluzione, per quanto non esaustiva, è servita a tamponare un’emergenza che si ripresenta ogni anno nell’agro neretino e che impone una programmazione di lungo respiro: “Queste sono le stesse case che il governo ha destinato ai terremotati: si tratta quindi di strutture all’altezza delle aspettative d’accoglienza – ha puntualizzato Emiliano -. Abbiamo studiato e realizzato una delle soluzioni possibili, messa in piedi in attesa che le aziende agricole pugliesi siano in grado di gestire la manodopera con maggiore autonomia. La Regione Puglia è venuta in loro soccorso, pur trattandosi di un compito dello Stato”.

Nardò Bene Comune ha invece affidato al social network Facebook un commento particolarmente caustico: “Siccome gli alloggi sono arrivati in ritardo (annunciati ad inizio estate 2016, arrivati a fine estate 2017), non ci sono più migranti da ospitare. Le raccolte nei campi, infatti, sono terminate e sono andati via quasi tutti. Allora ecco il colpo di genio: i migranti presenti nella masseria sono stati spostati nei nuovi alloggi: tutto questo per far credere che si stia risolvendo un'emergenza che non c'è più”.

E ancora: “Uno spettacolo di marionette, insomma, dove i lavoratori stagionali fanno le comparse, spostati dove serve a fare da sfondo alle fotografie autocelebrative. E con un invitato speciale, Michele Emiliano, che si presta a questo spettacolo inutile per ricambiare il sostegno ricevuto durante le primarie”.

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