Due anni di comodato gratuito senza titoli: ma Lumas chiede di restare ai Teatini

In commissione Controllo conclusa la discussione sull'occupazione dei locali al primo piano dell'ex convento. La scuola di formazione, svincolata dall'Università del Salento dal luglio del 2012, è disposta ora a pagare pur di rimanere in quella sede

LECCE – Il Comune di Lecce ha chiesto alla Lumas, scuola di formazione manageriale, di liberare i locali delle’ex convento dei Teatini nei quali svolge le sue attività: l’amministrazione comunale, incalzata dalle segnalazioni di Lecce Bene Comune, ha constatato che il centro, inizialmente beneficiario di un comodato d’uso gratuito, non ha più i titoli necessari.

Questo perché la Lupiensis Management School, inizialmente interna all’Università del Salento, ha assunto personalità giuridica autonoma dal luglio 2012 e quindi da quella data non risulta più “coperta” dalla convenzione tra l’ateneo e l’amministrazione comunale. Che, tardivamente, ne ha preso atto come conferma la lettera del dirigente del settore Patrimonio, Paolo Rollo, inviata il 18 di giugno. La comunicazione è stata acquisita e discussa oggi nel corso della seduta della commissione Controllo, presieduta da Antonio Rotundo, che più volte ha convocato sulla questione consiglieri e dirigenti comunali

Per circa due anni quindi i 400 metri quadrati siti al primo piano della struttura che sorge su Corso Vittorio Emanuele II sono stati concessi senza alcun onere di locazione a quella che intanto era diventata un’associazione privata a tutti gli effetti. Il caso Lumas è stato portato alla luce nel mese scorso: il 17 gennaio il consigliere Carlo Salvemini ha chiesto chiarimenti al dirigente del settore Avvocatura del Comune e successivamente, non avendo ricevuto risposta, al segretario generale Vincenzo Specchia.

La linea dell’amministrazione comunale è stata quella di rivolgersi all’Università del Salento che il 9 giugno scorso ha escluso qualsiasi interesse ad utilizzare quelli immobili concessi nell’aprile del 2012. Eppure, con comunicazione dell’ottobre scorso, il rettore, Vincenzo Zara, aveva già chiesto che il rapporto di comodato continuasse direttamente con la scuola di formazione, avendo questa intanto acquisito autonomia giuridica.

Ma la Lumas non molla. Il suo direttore, Francesco Natale, docente e già consulente del sindaco Paolo Perrone, ha proposto di mantenere l’utilizzo della struttura, per almeno 24 mesi, anche tramite un comodato oneroso. La richiesta poggia sulla necessità di salvaguardare i corsi in fase di svolgimento: in particolare due progetti di ricerca sulle smart cities finanziati con fondi Pon “Ricerca e competitività” 2007-2013. Ma anche sulla convinzione di godere di tutti i requisiti necessari previsti dal regolamento per l’uso da parte dei terzi degli immobili del Comune di Lecce.

Ora spetta alla giunta decidere se accogliere o meno la richiesta di Lumas. Ma dal punto di vista amministrativo i contorni della vicenda sono stati chiariti: “Insomma – ha dichiarato Carlo Salvemini - l’iniziativa assunta nel gennaio di quest’anno, volta a fare luce su una situazione segnata da ambiguità e mancati controlli, è oggi giunta al termine: tutta la documentazione necessaria, che ricostruisce i passaggi della vicenda e con essi le eventuali responsabilità erariali, sono a conoscenza non solo dei consiglieri comunali ma degli organi tecnici preposti all’assunzione di iniziative conseguenti: segretario generale, dirigente del settore Avvocatura, dirigente del settore Patrimonio.

“Un punto è chiaro a tutti – prosegue il capogruppo di Lecce Bene Comune -: qualora si dovesse decidere di stabilire un canone locativo per l’uso dei locali fino al 31 dicembre 2015 sarà legittimo chiedersi perché dal luglio del 2012 ad oggi (data in cui il Comune ha appreso della trasformazione in associazione privata della stessa Lumas) nulla s’è fatto per regolarizzare una situazione priva dei requisiti di legittimità”.

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Il Meetup M5S Attivisti Lecce così commenta:  “Noi crediamo che invitare Lumas a trovare un altro luogo per le proprie lezioni non basti, ma che l’amministrazione comunale, nell'esclusivo interesse dei cittadini, debba quantificare e chiedere la restituzione di quanto speso in questi anni dalla collettività per aver concesso l’occupazione gratuita di circa 400 metri quadrati dell’ex Convento dei Teatini, ad un’associazione di privati cittadini, verificando il presupposto di danno erariale”.

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