Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Dalla Lupiae stoccata al Comune: “Operativi solo grazie alle banche”

Saltati per il 2013 i nuovi servizi di derattizzazione e pulizia delle spiagge concordati nel piano industriale, la partecipata e l'amministrazione si rimpallano la responsabilità. E intanto le società già operanti hanno beneficiato di una proroga

A sinistra, Pietro Scrimieri.

LECCE – Non sono le convenzioni venute meno per quest’anno il problema principale della Lupiae Servizi, ma la mancanza di liquidità del socio unico, il Comune di Lecce: “Noi riusciamo ad operare grazie alle banche”. Lo ha detto il direttore generale della partecipata, Pietro Scrimieri, nel corso della seduta della commissione Controllo convocata dal presidente, Antonio Rotundo, per fare il punto della situazione sulla tenuta del piano industriale approvato di recente. Il direttore ha anche aggiunto che il ricorso sistematico all’indebitamento produce una mole di interessi passivi davvero pesante, ipotizzando per il 2013 un costo di 200mila euro.

La necessità di rimettere al centro del dibattito l’azienda è maturata dopo che la Lupiae ha rinunciato, per quest’anno, a svolgere i servizi di derattizzazione, disinfestazione e pulizia spiagge – per 830 mila euro - ritenendo la proposta economica del Comune non conveniente. A sentire le spiegazioni di Scrimieri ai commissari è andata più o meno così: Palazzo Carafa, al momento di formalizzare la nuova convenzione, ha ridotto la cifra ipotizzata inizialmente – 830mla euro - a circa 400 mila, rendendo non conveniente dal punto di vista economico l’impegno. In altre parole, con quella somma, l’utile di esercizio stimato in circa 140 mila euro sarebbe venuto meno lasciando invece spazio ad una perdita.

Il direttore generale, del resto, questo ragionamento lo aveva già espresso in una nota stampa diffusa sabato per rispondere anche alle obiezioni di parte sindacale e ai rilievi del consigliere Carlo Salvemini che aveva fatto riferimento all’ipotesi di false comunicazioni sociali: non si può venire in consiglio – aveva commentato - a chiedere il voto su un piano industriale che poi, dopo solo cinque mesi, viene meno in uno dei suoi aspetti più qualificanti.

Nel confronto odierno il capogruppo di Lecce Bene Comune ha prodotto la delibera con cui la giunta prende atto dell’indisponibilità della Lupiae Servizi e concede alle ditte attualmente operanti un regime di proroga fino a nuovo bando, riservando alla sua partecipata 50mila euro più iva per l’espletamento di servizi marginali.

Quella carte dicono che Palazzo Carafa era disposta a pagare 450 mila euro per i sette mesi che restano del 2013. A conti fatti, nell’arco dei tre anni, non ci sarebbe stata alcuna variazione: 830 mila euro ogni dodici mesi, fermo restando che la nuova convenzione sarebbe entrata in vigore dal primo giugno. Sarebbe stata dunque una scelta unilaterale della Lupiae Servizi quella di far saltare l’accordo. Versioni che, evidentemente, non coincidono quella del Comune e quella dell’azienda. E come si sia potuto verificare l’equivoco tra soggetti che interloquiscono abitualmente e che hanno condiviso il piano industriale in numerosi incontri tecnici non è stato chiarito.

Salvemini ha chiesto rispetto per il consiglio comunale, aggiungendo poi di non ritenere sufficienti le spiegazioni di Scrimieri: “Il Comune con quei 450mila euro indicati in delibera ha sostanzialmente confermato il suo impegno, perché era arcinoto che il contratto precedente sarebbe scaduto solo a fine maggio, tanto che qui in commissione accennammo pure all’ipotesi di contenziosi con le ditte uscenti”. Drastica la conclusione dell’esponente della minoranza: “Qualcuno non sta dicendo la verità”.

Antonio Torricelli, del Pd, ha espresso il suo personale convincimento, offrendo una chiave di lettura: la Lupiae Servizi, comunicando solo il 13 maggio la propria indisponibilità, avrebbe messo il Comune nella condizione obbligata di concedere la proroga alle aziende già al lavoro, non essendoci i tempi tecnici per un nuovo bando di gara data l’incombenza della stagione estiva: “Perché non lo avete detto prima”? ha chiesto a Scrimieri.

Anche dai banchi della maggioranza, con Francesca Mariano, è arrivato un invito alla leale collaborazione tra le parti: “Non si dovrebbe mai violare il patto di fiducia sancito in consiglio comunale” ha ammonito la consigliera chiedendo anche se non fosse il caso di procedere ad una verifica complessiva del piano d’impresa. Il consigliere Pierpaolo Signore ha esortato la sua parte politica a considerare l’affidamento dei servizio di riscossione dei tributi come unica vera soluzione per salvare la Lupiae. Una proposta alla quale si è associato Antonio Lamosa, di Lecce Città del Mondo.

I sindacati restano sul piede di guerra, ma hanno rimandato a giovedì una riunione attesa per oggi. Il Cda della Lupiae Servizi è in scadenza, mentre l’amministrazione, dopo aver riaperto il bando per i nuovi componenti scaduto a dicembre scorso, dovrebbe indicare a breve il nuovo presidente.

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