Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

lupiae senza amministratore. "si convochi il Consiglio"

Vincenzo Barbagallo ha formalizzato le sue dimissioni dalla martoriata società di servizi. Antonio Rotundo scrive al sindaco Perrone: "La situazione precipita, la discussione approdi a Palazzo Carafa"

E' bufera politica a Palazzo Carafa. Nel primo Consiglio l'opposizione ha già espresso dubbi e perplessità, a partire dal metodo adottato per la scelta del presidente del Consiglio, senza consultazione della minoranza, passando dal numero di assessorati, ritenuti troppi per un Comune. Antonio Rotundo, Loredana Capone ed il centrosinistra tutto hanno già affilato le lame per la contesa, ribadendo inoltre le tematiche principali e più urgenti da affrontare. Fra queste, il caso Lupiae Servizi, la società partecipata dal Comune di Lecce, che diventa sempre più scottante e urgente. Tanto più che la situazione è precipitata nelle ultime ore, con la formalizzazione delle dimissioni da parte dell'amministratore delegato della società, Vincenzo Barbagallo.

Nei giorni scorsi il sindaco Paolo Perrone, in un'intervista rilasciata al "Nuovo Quotidiano di Puglia", aveva lasciato presagire qualche sommovimento all'interno della società, che versa in una grave situazione di crisi finanziaria, dichiarando di star vagliando la possibilità di trovare un manager in grado di risollevare la situazione. E ieri, come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, l'amministratore Barbagallo ha presentato la sua lettera di dimissioni. Lascia il bollente incarico. E spinge la sinistra a chiedere l'immediata convocazione del Consiglio.


"Davanti al precipitare degli eventi - scrive Antonio Rotundo al primo cittadino - con le dimissioni dell'amministratore delegato di Lupiae Servizi, dottor Vincenzo Barbagallo, ritengo necessaria ed urgente la convocazione del Consiglio comunale per un esame della difficile situazione della società partecipata, considerato tra l'altro che lo stesso bilancio 2006 non è ancora stato approvato. Alla luce di ciò - prosegue Rotundo nella missiva diretta al primo cittadino - ti informo che nella riunione dei capigruppo di lunedì prossimo, avanzeremo la richiesta di convocare tempestivamente il Consiglio comunale". Come risaputo, la società di servizi vanta crediti per fatture mai pagate dal Comune (pur essendo maggiore azionista con il 97 per cento delle quote) per 3 milioni e 154mila euro. E sono in totale 380 gli operai che rischiano il posto di lavoro.

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