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Lupiae Servizi: niente nuovi contratti per 740mila euro, salta il piano industriale

E' stata la stessa società a comunicare al settore Ambiente l'impossibilità a svolgere derattizzazione, disinfestazione e pulizia spiagge che avrebbero portato in cassa una cifra provvidenziale per tenere il bilancio in ordine

14 dicembre 2012: il direttore generale della Lupiae Servizi illustra il nuovo piano industriale.

LECCE – La tenuta della Lupiae Servizi, società interamente partecipata dal Comune di Lecce, è di nuovo in discussione. Una comunicazione inoltrata il 13 maggio dalla stessa società al settore Ambiente del Comune di Lecce rimette infatti in discussione il pareggio del conto economico, condizione indispensabile per sfuggire alle maglie della spending review. E i sacrifici accettati dai dipendenti con la riduzione del monte ore potrebbero servire a ben poco davanti al venir meno di 740 mila euro per nuovi servizi che erano stati inseriti nel piano industriale approvato in consiglio comunale lo scorso dicembre. 

In un primo momento, cioè, ente e partecipata avevano studiato l’affidamento delle attività di derattizzazione, disinfestazione e pulizia spiagge, per un ammontare di 800 mila euro. Questo nuovo contratto di servizio avrebbe consentito – così recita la voce Analisi dei ricavi contenuta nel piano industriale – di mantenere inalterato il fatturato. Una boccata d’ossigeno quanto mai provvidenziale per evitare quel segno negativo che significherebbe la fine certa della società.

Con l’ultima missiva - partita due giorni dopo l'approvazione del bilancio 2012 con una riduzione delle perdite di esercizio del 30 per cento - la Lupiae dichiara di non poter effettuare quei servizi, eccezion fatta per il posizionamento di 100 cestini porta rifiuti, della cartellonistica sulle spiagge, del trasporto dei rifiuti raccolti sul litorale. Attività che il Comune di Lecce ha quantificato in 60mila euro. Meno del dieci per cento di quanto previsto. Una riduzione così drastica da compromettere l’utile d’esercizio atteso quest’anno, pari a 57mila euro.

Già nell’ambito della discussione in sede di commissione, prima che il dibattito arrivasse in consiglio, la minoranza aveva sollevato perplessità riguardo proprio alla fattibilità delle nuove prestazioni concordate, ma sia in quella sede che in aula, venne gettata acqua sul fuoco. Oggi che è la stessa a Lupiae Servizi a dichiarare il passo indietro la matassa torna ad aggrovigliarsi. Tra le conseguenze di questi sviluppi, commenta il consigliere Carlo Salvemini, il venir meno del piano industriale dopo appena cinque mesi dall’approvazione e la necessità di valutare eventuali azioni di responsabilità nei confronti del direttore generale per false comunicazioni sociali “avendo esposto al Consiglio Comunale fatti non rispondenti al vero circa lo svolgimento dei servizi ambientali indicati nel piano d'impresa”.

Intanto il presidente della commissione Controllo, Antonio Rotundo, ha convocato lo stesso Scrimieri per lunedì mattina per verificare le conseguenze sul conto economico del venir meno dei servizi che saranno invece affidati, tramite gara d’appalto, a ditte esterne.

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