Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Madri lavoratrici? Ecco i "voucher di sostituzione"

Approvato progetto "Lavoro al femminile e conciliazione" per l'inserimento di unità che nei giorni festivi sostituiscano sul posto di lavoro le madri che non riescono a conciliare lavoro e famiglia

Serenella Molendini, Filomena D'Antini e Nunzia Brandi.

LECCE - Garantire una migliore organizzazione e qualità del lavoro, incentivare la valorizzazione delle competenze e proporre spazi di conciliazione tra tempi di vita professionale, familiare ed individuale. Sono le finalità del progetto "Lavoro al femminile e conciliazione", presentato dalla Provincia di Lecce e approvato dalla Regione Puglia, nell'ambito dell'avviso pubblico regionale per i "Patti sociali di genere", volto a sperimentare e sviluppare, attraverso la regia di un Tavolo di lavoro provinciale, una serie di iniziative che modifichino l'approccio organizzativo del lavoro.

Tra le principali attività previste, interventi di sensibilizzazione alla cultura delle pari opportunità e incontri con titolari e responsabili delle risorse umane, allo scopo di rilevare le problematiche e le difficoltà più frequenti ed individuare le aziende interessate a sperimentare interventi di flessibilità oraria. La vera novità, però, consiste nell'introduzione della figure dei "voucher di sostituzione", unità che prenderanno il posto delle madri-lavoratrici, selezionate per beneficiare del servizio, durante i turni di lavoro dei giorni festivi.

"Un'iniziativa fortemente sperimentale - ha spiegato l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Filomena D'Antini, nel corso della conferenza stampa convocata stamattina a Palazzo Adorno -, che potrebbe preludere all'incentivazione della modifica delle norme sul lavoro in tema di conciliazione, in particolare spingendo per l'approvazione di forme di regolazione delle prestazioni delle lavoratrici madri e dei congedi durante i giorni festivi. Un piccolo tassello, ma anche un forte segnale che la Provincia vuole dare alle aziende, ponendosi con attenzione nei confronti della famiglia del terzo millennio".

I "voucher di sostituzione" saranno selezionati tra donne socialmente deboli, per le quali si attiveranno azioni di formazione per l'acquisizione di competenze nell'ambito della vendita di prodotti di largo consumo e successivamente inserite in un elenco, come risorse umane di sicura affidabilità, a disposizione delle azionde del settore aderenti e non al progetto, per le loro esigenze occupazionali, non solo di tipo temporaneo.

Il progetto, della durata di dodici mesi, si rivolge in particolar modo alle donne occupate e disoccupate, coinvolgendo almeno cinquanta imprese, per un totale di duecento lavoratrici, nella fase di animazione e promozione sul territorio, altre tre aziende nella fase dell'intervento di dispositivi per la conciliazione e venti donne per gli interventi di valorizzazione della risorsa femminile, indirizzati verso la rimozione delle problematiche di un particolare target di lavoratrici, quello delle donne sole con figli minori di tre anni e con basse condizioni di occupabilità qualificata nei settori produttivi locali.


Presente alla conferenza stampa di presentazione, anche la consigliera regionale di Parità, Serenella Molendini, che fornito i dati economici dell'operazione, realizzata grazie ad un finanziamento di 170 mila euro. "Questo progetto è uno strumento fortemente innovativo - ha precisato -, che non deve essere rivolto, però, esclusivamente alle donne. Se vogliamo viaggiare nella direzione della corresponsabilità genitoriale, infatti, dobbiamo riuscire a dare la possibilità anche ai padri lavoratori di ottenere dei permessi per occuparsi dei figli. Solo superando gli steccati ideologici e lavorando in un'ottica di collaborazione tra i vari enti possiamo ottenere dei risultati significativi, come è accaduto in questa occasione".

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