Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Lupiae Servizi, bocciata proposta di azione civile verso l’ex management

La maggioranza, in un consiglio comunale semideserto, ha respinto l'ordine del giorno della minoranza, illustrato da Carlo Salvemini, che avrebbe impegnato la giunta a sconfessare la gestione della società partecipata in relazione al bilancio 2013

LECCE – La maggioranza di centrodestra ha respinto l’ordine del giorno di Carlo Salvemini per un’azione di responsabilità nei confronti del vecchio management della Lupiae Servizi, la società interamente partecipata dal Comune di Lecce che ha dovuto, da ultimo, ripresentare un nuovo piano industriale alla luce dell’oggettivo fallimento di quello presentato solo un anno prima.

In un consiglio comunale che si è aperto con solo 17 presenti (e 16 assenti) il numero legale è stato garantito dal sindaco, Paolo Perrone, che si è anche incaricato – secondo uno schema consueto – di replicare punto su punto all’intervento del capogruppo di Lecce Bene Comune: secondo l’amministrazione comunale spetta solo alla magistratura contabile giudicare l’operato dei dirigenti delle società partecipate e quindi la posizione di Salvemini sarebbe stata viziata – ha specificato il primo cittadino, da preconcetti convincimenti tipici del bastian contrario.

(Leggi l' ordine del giorno Lupiae)

L’esponente della minoranza, e dopo di lui Loredana Capone, hanno sottolineato come fosse nell’interesse del Comune verificare le condizioni di un’azione di tipo civilistico nei confronti dell’ex direttore generale, Pietro Scrimieri, ipotizzando il caso di false comunicazioni sociali. Quelle cioè esposte nella massima assise cittadina per sostenere obiettivi di rilancio fino al pareggio di bilancio.

Salvemini, a colpi di maggioranza il suo ordine del giorno è stata respinto. Ma le argomentazioni del sindaco non sembrano averla convinta. Perché?

Il sindaco ha voluto farsi scudo di una sentenza recentissima della Cassazione, che stabilisce come giudice naturale delle responsabilità di amministratori della partecipate la Corte dei Conti, per proteggersi dal rischio di dover sconfessare l’operato di un manager da lui voluto, difeso e ringraziato. Lo stesso che ci ha consegnato un fallimentare bilancio 2013 della Lupiae, che ha mentito al Consiglio e alla commissione consiliare presentando piani d’impresa evidentemente farlocchi. E sul quale lo stesso collegio dei revisori del Comune di Lecce ha espresso giudizi severissimi come il seguente: “Il direttore generale ha illustrato elementi gestori creativi” e ancora “si evidenzia un clamoroso disallineamento del piano industriale che pone seri interrogativi sull’operato del management e sulla vigilanza dello stesso”.

L’ordine del giorno dava mandato al sindaco di promuovere azione di responsabilità nei confronti di amministratori, sindaci e ex direttore generale della società Lupiae Servizi Spa. E’ stato respinto con una motivazione tecnica opinabile e a mio giudizio infondata perché era compito dei legali del Comune e della Lupiae stabilire se l’azione dovesse essere esercitata davanti al giudice ordinario o al giudice contabile.

Carlo_Salvemini-4-2 Lei, come altri consiglieri di minoranza, viene accusato di essere contro i lavoratori, partigiano del fallimento. Come replica a questo giudizio?

Noi votando contro il nuovo piano d’impresa non ci siamo messi contro la Lupiae Servizi e i suoi dipendenti.  Ma contro la sua dissennata pluriennale gestione: che ha mortificato i lavoratori, costretti all’ennesimo contratto di solidarietà; preso in giro la cittadinanza sempre rassicurata nel tempo di virtuosi percorsi di risanamento avviati; e saccheggiato il bilancio comunale, privata dal 2004 ad oggi oltre 20 milioni di euro impiegabili diversamente. Non è possibile scaricare sul bilancio comunale, e quindi sulla spese corrente, e quindi sui servizi resi alla cittadinanza e sulle tasche dei contribuenti leccesi, la decennale dissennata gestione della Lupiae.

Anche quest'anno i conti sembrano molto fragili. Per quanto ancora si può andare avanti?

Fino a quando questa maggioranza considererà il tema Lupiae esclusivamente in termini di consenso elettorale e non di interesse generale; fino a quando la legge consentirà ripiani e ricapitalizzazioni; fino a quando si preferirà, come avvenuto oggi, non accertare le responsabilità di manager troppo disinvolti; fino a quando si preferirà rinunciare ad assolvere una funzione di vigilanza rigorosa sui conti della società nel corso della gestione. Presto questa maggioranza tornerà in Consiglio a chiedere un nuovo salvataggio della società.

Un’ultima cosa. A parte il rinvio, cosa si devono attendere i leccesi sul fronte Tasi?

Che probabilmente pagheranno più di quanto avvenne con l’Imu sulla prima casa nel 2012. La situazione dei conti comunale costringe l’applicazione delle aliquote massime. Le politiche di bilancio di questi anni non sono indolori, purtroppo.

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