Malato grave e da sei giorni in casa senza luce. "Assurda la burocrazia"

La denuncia parte da Francesco Pezzuto, referente di CasaPound Italia, informato dai familiari dell'uomo della grave situazione creatasi a Trepuzzi, in una palazzina di via Jacopone da Todi. "Costretto a vivere recluso a causa di un disguido amministrativo causato da terzi"

TREPUZZI - “E’ necessario rendere pubblico che nell’Italia del 2014 un malato terminale, bisognoso di cure specifiche, è costretto a vivere recluso in casa da ormai sei giorni, a causa di un disguido amministrativo causato da terzi”. La denuncia parte da Francesco Pezzuto, referente di CasaPound Italia, informato dai familiari dell’uomo della grave situazione creatasi.

“Purtroppo è la terza volta in pochi mesi che veniamo contattati dagli inquilini delle palazzine Iacp di via Jacopone da Todi”, spiega il responsabile di Cpi. “Questa volta la situazione è particolarmente grave, poiché al normale disagio dovuto all’interruzione della corrente elettrica, si aggiunge il dramma personale di un uomo che ha subito un trapianto e necessità giornalmente di cure specifiche e iniezioni di morfina”.

“La persona in questione abita al quinto piano e, a causa della sospensione della fornitura elettrica condominiale, non può uscire da casa perché l’ascensore è inutilizzabile. Se le condizioni di salute, malauguratamente, dovessero aggravarsi il personale del 118 sarebbe costretto a trasportarlo per cinque piani, per giunta al buio se l’intervento dovesse avvenire dopo il tramonto”.

“E’ sconcertante trovarsi di fronte a certe situazioni – continua Francesco Pezzuto – dover entrare nell’intimità delle famiglie, essere costretti a rendere pubblico il loro dolore per poter vedere riconosciuti dei diritti fondamentali. Il paradosso è che il problema amministrativo, dovuto al cambio della società fornitrice dell’elettricità per le servitù condominiali, non è stato causato dalla famiglia in questione e, al momento, non si è riusciti ancora a delineare un quadro chiaro su quanto sia effettivamente accaduto”.

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“L’unica cosa certa è che un uomo gravemente malato è recluso da sei giorni in casa, giungendo a minacciare più volte il suicidio; le istituzioni, dal sindaco al maresciallo dei carabinieri, informati dell’accaduto e intervenuti in prima persona, non hanno il potere di imporre alla società fornitrice il ripristino dell’energia elettrica. Di fronte a questi eventi – conclude il referente di CasaPound Italia – bisogna prendere atto e denunciare con forza che la legge del capitale e del denaro prevarica ogni diritto: un uomo rischia di morire o di essere indotto al suicidio a causa della burocrazia e una società privata impone la propria legge su qualsiasi istituzione o autorità locale”.

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