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Mancano gli assistenti alla persona: disabili lasciati soli a scuola

La signora Rotondo racconta l'odissea della figlia affetta da tetraparesi: "Senza un aiuto non può mangiare, né bere, né usufruire dei servizi igienici"

Foto di repertorio.

LECCE – “Non c’è organizzazione e manca il rispetto per i diritti dei disabili”: si sfoga così Maria Luisa Rotondo, madre di una ragazza affetta da tetraparesi spastica, per effetto di una encefalite, che non può usufruire dell’assistenza assicurata da una figura professionale dedicata durante le ore di lezione a scuola.

La ragazza frequenta il 5° superiore di un istituto leccese e ogni anno va incontro ad una vera e propria odissea. Come racconta la signora Rotondo, infatti, a causa delle difficoltà motorie la masticazione diventa difficoltosa, addirittura rischiosa nel caso in cui un boccone possa andare di traverso. Il risultato è che la figlia, priva di un aiuto essenziale, non può consumare la colazione insieme ai suoi compagni.

Ricreazione saltata, quindi, ma non solo. Analoghe se non peggiori difficoltà si registrano per accedere ai bagni dell’istituto: “Le bidelle della scuola non sono sempre disponibili ad accompagnarla fino ai servizi igienici e questo è un grave problema – racconta la madre -. Io seguo mia figlia fino all’ingresso della scuola ma poi lei rimane da sola. Ed io non posso essere tranquilla”.

Ad un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico il disagio si è ripresentato e molte famiglie sono rimaste in attesa di una risposta. Perché il problema è generale. Dopo la diagnosi funzionale sulla persona disabile, affidata ai sanitari della Asl, infatti, le istituzioni dovrebbero provvedere ad assumere ed inviare nelle scuole gli assistenti alla persona: si tratta di figure professionali che svolgono mansioni simili agli Oss, integrative rispetto agli insegnanti di sostegno cui è affidata esclusivamente la didattica.

Quest’anno gli assistenti alla persona in molti istituti leccesi non hanno ancora messo piede. “Non che il servizio prima funzionasse bene, anzi – denuncia la signora Rotondo -. Spesso è partito in ritardo, poi si è interrotto, procedendo ad intermittenza e non c’è pace”.

Il problema, a monte, è nella lentezza della elefantiaca macchina burocratica che genera ritardi e disservizi: “La Regione Puglia finanzia le assunzioni ed alla Provincia di Lecce è affidato il compito di reclutare e inviare gli assistenti – puntualizza lei -. Quest’anno però l’ente di Palazzo dei Celestini ha indetto una gara per affidare la gestione del servizio all’esterno e la seconda cooperativa vincitrice del concorso ha presentato ricorso”.

Il risultato, inevitabile, è che al momento è tutto fermo. Il meccanismo si è inceppato e i ragazzi sono rimasti soli in aula. “Alcune famiglie hanno chiesto aiuto a Paola Mita, vicepresidente della Provincia di Lecce, che si era impegnata a trovare una soluzione, ovvero assumendo del personale in forma temporanea. Ma non abbiamo avuto ulteriori notizie in merito - aggiunge la signora Rotondo -. Anzi, pare che il problema sia nei fondi regionali che arrivano in ritardo mentre gli elenchi del personale da assumere non sono ancora pronti".

“Ci avevano anche assicurato che per il mese di ottobre avrebbero risolto il problema, tamponando i casi più gravi – prosegue lei – ma mia figlia continua a frequentare la scuola senza alcun aiuto e sostegno. Il problema è della Provincia perché i Comuni si occupano della fascia d’età fino alle scuole medie. Ci sono ragazzi che rinunciano a seguire le lezioni: è necessario che le istituzioni intervengano in fretta per risolvere questa situazione che è davvero insostenibile”.

Maria Luisa ha rilevato anche un altro problema strutturale: "Gli assistenti sono assunti per lavorare soltanto 3 ore al giorno: un tempo insufficiente rispetto alle esigenze dei nostri ragazzi".

La signora Rotondo non ha intenzione di gettare la spugna e, dopo aver contattato i mass media per scuotere l’opinione pubblica, si è rivolta direttamente al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, inviando una lettera che tratteggia, in modo dettagliato, lo scenario. E confidando in suo intervento risolutivo. In più di dice intenzionata a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. 

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