Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Mancate verifiche sulle caldaie: "Stop ai salassi"

Anche l'opposizione a Palazzo Carafa con in testa il capogruppo Antonio Rotundo chiede al Comune di trovare soluzioni bonarie ed eque per le famiglie inadempienti sul controllo delle caldaie

Certo che 378 euro di ingiunzioni di pagamento risalenti alle manche verifiche delle caldaie dal 2001 in poi per le famiglie leccesi non ci volevano proprio. Soprattutto di questo periodo, nel dopo-festività e con gli aumenti in arrivo sulle bollette di luce e gas, per non parlare del prezzo sulla benzina ormai impazzito. E così, alle associazioni dei consumatori con in testa il Movimento difesa del cittadino che intanto promettono battaglia contro il Comune di Lecce, si aggiunge la richiesta da parte del capogruppo all'opposizione Antonio Rotundo, il quale dice che "per il recupero delle somme per le verifiche delle caldaie Asea occorre trovare soluzioni bonarie ed eque, meno punitive per le famiglie leccesi. Il Comune - afferma Rotundo - non può fare come Pilato ed è pertanto necessario convocare la competente Commissione consiliare".

"E' indubbio - agiunge - che se ci trovassimo davanti ad un fenomeno diffuso occorrerà valutare l'opportunità di trovare modalità eque e bonarie e procedure conciliative per il recupero di quanto dovuto ad Asea senza l'aggravio di costi che appaiono particolarmente gravosi per le famiglie, molte delle quali a basso reddito. Davanti a questa situazione il Comune non può lavarsi le mani come Pilato, come trasportare dalle dichiarazioni dell'assessore Garrisi. Per questo chiediamo al presidente della Commissione consiliare la convocazione della commissione per un esame dell'intera vicenda sulla base dei dati precisi sull'ammontare del fenomeno e che chiediamo vengano acquisiti a messi a disposizione dei gruppi consiliati".


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