Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica Campi Salentina

Maniglio come Perrone: "Se chiude Campi, guai al Fazzi"

Secondo il vicepresidente del consiglio regionale chiudere il nosocomio di Campi risulterebbe un danno per il "Vito Fazzi" di Lecce, che verrebbe sovraccaricato. Proprio quanto sostenuto da Perrone

CAMPI SALENTINA - Antonio Maniglio come Paolo Perrone. Non nel senso strettamente politico, dove i due siedono su sponde opposte (per quanto sia crescente il numero di chi crede che Pd e Pdl si distinguano solo da una elle in più), ma sul versante della sanità. Sì, perché il vicepresidente del consiglio regionale, scrivendo una lettera all'assessore al ramo, Tommaso Fiore, esprime identica preoccupazione in merito alla soppressione dell'ospedale di Campi, ritenuta "una decisione inaccettabile nel metodo e sbagliata nella sostanza".

Nel metodo, in quanto, secondo Maniglio, sino a qualche giorno fa, "tutte le ipotesi presentate ai consiglieri di maggioranza, e puntualmente riportate dalla stampa, prevedevano 'solo' la cancellazione di 10 posti letto di day surgery": "C'è da capire - precisa -, pertanto, quale fulminazione è intervenuta per modificare un orientamento che, per quanto molto discutibile, lasciava aperta una possibilità di confronto".

Nella sostanza, invece, la scelta risulterebbe sbagliata perché l'eventuale chiusura "creerà nuovi disservizi nell'area del Nord Salento", ingolfando pesantemente il "Fazzi" di Lecce: " L'ospedale del capoluogo è già in sofferenza - puntualizza Maniglio - su di esso si riversa già la città di Lecce (100mila abitanti) e i comuni dell'hinterland (Monteroni, Cavallino, San Cesario, Lizzanello, Melendugno, Lequile, ecc.....); escludendo l'attrazione che l'ospedale leccese esercita su tutta la provincia è possibile stimare in almeno 220-240mila l'attuale bacino di riferimento".

Se si chiude Campi, sede di un distretto di circa 90 mila abitanti, dunque, per Maniglio si scaricheranno sul "Fazzi" altre decine di migliaia di abitanti. A partire dal Pronto soccorso, ma anche da altri reparti come chirurgia ed ortopedia: "Tutto ciò - argomenta era alla base della proposta contenuta nel Pal (Piano attuativo Locale) della Asl Lecce che prevedeva la trasformazione dello stabilimento di Campi in ospedale distrettuale, con l'attivazione dei reparti di chirurgia e ortopedia e dell'unità semplice di ostetricia, oltre che la riconferma degli altri servizi attivi".

L'obiettivo era quello di filtrare l'utenza per Lecce, concentrando sull'ospedale di Campi prestazioni di media complessità; sulla base, peraltro, di una positiva esperienza, seppur limitata nel tempo, a causa dell'abbandono dei professionisti interessati, del "day surgery ortopedico e chirurgico" che, pur tra mille difficoltà (prima fra tutte la disponibilità di anestesisti), "avevano fatto schizzare in alto il numero degli interventi a Campi, liberando il Fazzi e rendendo più produttivo il bilancio economico dello stabilimento".


"Questi, d'altronde - conclude Maniglio -, erano gli impegni assunti dal governo regionale nei confronti di Campi e del Nord Salento negli anni passati. Se oggi la situazione è cambiata e via in direzione opposta si commette in grave errore, ma sarebbe giusto ad ogni modo andare nei comuni e tra i cittadini per spiegare il senso di scelte che, viceversa, appariranno incomprensibili".

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