Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Sanità, anche il Pd chiede il conto a Vendola: “Salento penalizzato”

Antonio Maniglio, del Pd, porrà lunedì in consiglio regionale il tema dell’esclusione della provincia di Lecce dalla riorganizzazione della medicina territoriale: “Chiusi gli ospedali, ma in cambio nulla”

Nichi Vendola (@TM News/Infophoto )

 

LECCE – Nell’agenda della politica regionale è sempre attuale il tema della sanità: il piano di riordino ospedaliero, conseguente a quello di rientro dal debito imposto a suo tempo dal governo nazionale, ha creato delle forti tensioni in provincia di Lecce dove, numerosi, sono i focolai di malcontento: sono stati chiusi quattro ospedali – Nardò, Campi Salentina, Gagliano e Poggiardo – mentre altri due nosocomi – Gallipoli e Casarano – potrebbero vedere presto la soppressione dei punti nascita, anche se nel caso nel caso del Ferrari il Tar di Bari ha per ora accordato la sospensiva.

Il vice presidente del consiglio regionale, il democratico Antonio Maniglio, dopo aver spulciato i dati dell’assessorato guidato da Ettore Attolini, denuncia l’esclusione del territorio salentino dagli interventi di rafforzamento dei poliambulatori: “E’ la prova che i sacrifici richiesti dal piano rientro sono stati posti sulle spalle dei pazienti e che ora bisogna creare soluzione alternative.  Ma per la medicina territoriale non è stato fatto nulla.  La provincia di Lecce è stata da sempre la cenerentola della Puglia per l’esiguo numero di poliambulatori: uno ogni 67mila, il doppio della media regionale”.

“La chiusura degli ospedali, tra l’altro, doveva consentire di spostare risorse dagli ospedali, e dai ricoveri impropri, proprio agli ambulatori. E ciò è avvenuto in tutta la Puglia. Il monte ore per potenziare la medicina specialistica, soprattutto nelle aree interessate alla chiusura degli ospedali, è aumentato del 38 per cento a Taranto, del 30 per cento a Bari, del 21 per cento a Brindisi. A Lecce invece è  diminuito dell’1 per cento. Siamo all’assurdo. La chiusura degli ospedali e la debolezza della medicina territoriale mettono in discussione il diritto  dei salentini a curarsi in condizioni di sicurezza, nel proprio territorio e in tempi rapidi”.

Sulla base di queste premesse, lunedì mattina, nel consiglio regionale, l’esponente del Pd chiederà conto alla giunta regionale: “Perché ciò che è stato fatto in tutta la Puglia non è stato a Lecce? E’ colpa della regione? E’ responsabilità della direzione della Asl”? Maniglio si augura, quindi che tutta la delegazione salentina presente a viale Capruzzi faccia valere con forza le ragioni della provincia di Lecce.

Il sindaco di Casarano invita la Regione ad invertire la rotta: “Rafforzare il Ferrari”

Da Casarano, intanto, dopo l’accoglimento di sospensiva della delibera regionale, giungono toni più conciliatori, che fanno balenare l’ipotesi di un accordo politico fuori dalle aule giudiziarie “Ancorché il ricorso in via amministrativa sia lo strumento concreto a disposizione dell’amministrazione comunale per opporsi alla decisione della giunta regionale” ha dichiarato il sindaco Gianni Stefano “e le motivazioni contenute nella sospensiva del Tar Bari fanno ben sperare sugli esiti positivi del ricorso, continuiamo ad essere fiduciosi che la vicenda possa ancora concludersi fuori dalle aule di tribunale. Il governo regionale, al quale abbiamo fornito tutte le motivazioni che poi abbiamo trasfuso nel ricorso giudiziario, è ancora in tempo per revocare la delibera adottata. Sarebbe auspicabile che sulla base degli elementi oggettivi forniti in difesa ed a favore del Francesco Ferrari”il governo regionale iniziasse a considerare seriamente l'ipotesi di puntare alla valorizzazione del nostro ospedale”.

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