Intervista al segretario Pd: "Destra primo avversario, M5S ancora poco coeso"

Salvatore Piconese sulla tornata elettorale di primavera che riguarda venti comuni:"Puntiamo a far eleggere una nuova classe dirigente"

LECCE - Il centrosinistra è pronto alla grande bagarre elettorale di primavera, quando i cittadini saranno chiamati a rinnovare le amministrazioni di 20 città. Dopo l’exploit dello scorso anno, che ha consegnato alla guida del Pd oltre la metà dei municipi andati al voto - tra cui Alessano, Cutrofiano, Melissano, Sanarica, Sogliano Cavour, Patù, Taviano e Trepuzzi - la direzione provinciale del partito intende confermare la sua posizione dominante sul mercato della politica locale. Non sarà facile.

La partita è tutta da giocare nel capoluogo dove Paolo Perrone - dopo un intero decennio - lascerà una poltrona vacante a quattro (al momento) aspiranti sindaci. Ma anche in provincia, non si può dare nulla per scontato. Insieme al segretario provinciale del Partito Democratico, Salvatore Piconese, abbiamo provato ad analizzare lo scenario della prossima competizione elettorale.

Quali sono i Comuni più importanti su cui il Pd punta l’attenzione? Riconfermate gli uscenti? 

È importante arrivare preparati in tutte le 20 municipalità chiamate al voto la prossima primavera. In molte di esse vi sono state buone esperienze amministrative e pertanto puntiamo alla riconferma, come nelle città di Racale, San Cesario, Castro o Castrignano de' Greci. In altre come nel caso di Lecce, invece, tentiamo al “grande scalata al cielo” con Carlo Salvemini.

Il Pd proseguirà nel solco già tracciato nel corso della amministrative 2016, puntando ad un ricambio generazionale nella guida dei municipi?

Direi sì anche perché, negli ultimi anni, questa segreteria provinciale ha messo in campo una nuova classe dirigente alla guida delle città, ossia giovani dirigenti di partito che sono diventati sindaci o amministratori: penso a Stefano Minerva, Gabriele Abaterusso, Francesca Torsello e molti altri che hanno ruoli rilevanti nelle varie giunte comunali. Pertanto anche nel 2017 puntiamo al rinnovamento politico.

Quali le priorità per il territorio ed i “cavalli di battaglia” del programma elettorale?

Il Pd dovrà dare priorità ai temi che riguardano il benessere delle comunità locali, ovvero la capacità di coniugare nuove forme di sviluppo sostenibile con la costruzione di una rete efficace di servizi e di welfare per i cittadini. Inoltre credo che bisogna insistere ed investire sul tema - che già contraddistingue le amministrazioni locali di centrosinistra - della trasparenza e della legalità. 

Chi è il principale avversario: centrodestra o movimento 5 stelle?

Attualmente è ancora il centrodestra il nostro avversario principale. È un blocco politico ed elettorale che mantiene un radicamento sul territorio e poi governa ancora città importanti, a partire dal capoluogo. M5S, invece, non ha ancora costruito un’organizzazione coesa sul territorio e dimostra – almeno per ora- una scarsa capacità di radicamento e d’iniziativa politica a livello locale. Il voto dato al movimento è ancora un voto d’opinione.

Qual è il metodo migliore per selezionale la futura classe dirigente?

Oltre alle capacità amministrative e politiche, è importante l’impegno e la costanza nella militanza di partito. Ciò rappresenta un fattore determinante per il raggiungimento di una maturità politica capace di rappresentare e tenere insieme un progetto condiviso e collettivo.

La vecchia scuola di partito è ancora efficace?

I partiti sono profondamente cambiati negli ultimi decenni. La forma novecentesca è stata superata dai tempi e dalle condizioni storiche, ma continuo a pensare, però, che il Pd debba recuperare il meglio di quella esperienza che ha contraddistinto i partiti di massa: l’organizzazione, il radicamento, la militanza e la selezione della classe dirigente.

Forte degli ultimi convincenti risultati, il centrosinistra riuscirà a replicare?

Il Pd ritorna a vincere dal 2014. È uno degli obiettivi che il nuovo gruppo dirigente, eletto con me nel congresso del 2013, si era prefissato di raggiungere. E negli ultimi anni abbiamo invertito il trend negativo e il Pd è tornato ad essere classe dirigente nelle città, conquistando ed amministrando oltre la metà dei comuni chiamati al voto. Ciò è avvenuto grazie alla costruzione di un centrosinistra largo ed inclusivo, in grado di rinnovarsi e di porsi come strumento di cambiamento nelle città. Cercheremo di mantenere questo trend positivo anche nel 2017.

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