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Presidente Lega del cane difende Lovely e rilancia: "Indagare sui traffici via web"

Maria Teresa Corsi, presidente della Lega del cane di Galatone, torna sulla querelle dei giorni scorsi, che vede al centro il canile. “Non è corretto assemblare persone su Facebook, per andare a contestare una struttura gestita da una associazione esistente da circa 40 anni"

Il recente sopralluogo dell'assessore con le guardie.

LECCE - Maria Teresa Corsi, presidente della Lega del cane di Galatone, torna sulla querelle dei giorni scorsi, che vede al centro il canile Lovely di Lecce, difende la struttura e, piuttosto, rilancia: è necessario, a suo avviso, accendere un faro sulla possibile esistenza di traffici sospetti di amici a quattro zampe su Internet. La notizia è rilanciata dall’associazione di volontariato Salute Salento.

“Credo che a questo punto si stia esagerando”, esordisce Maria Teresa Corsi. “Non è corretto assemblare persone su Facebook, per andare a contestare un canile gestito da una associazione esistente da circa 40 anni che si è contraddistinta per l'amore per gli  animali e che è stata anche un punto di riferimento, sia per il comune di Lecce che per la provincia”.

Il riferimento è allo scontro che s’è consumato in settimana, con un picchetto davanti alla struttura, la richiesta da parte di varie associazioni e cittadini che sia aperta sempre, garantendo trasparenza in virtù dell’assegnazione di fondi pubblici, e culminata con un controllo all’interno dell’assessore Andrea Guido (che ha delega sul randagismo) con le guardie ecozoofile, il quale non ha rilevato inadempienze o problemi di natura sanitaria.

“Oggi - continua la presidente della Lega del cane - assistiamo alla demonizzazione di alcuni canili privati, in particolare quello della Lovely  di Lecce, gestito da un’associazione, con la scusante che i canili privati devono essere chiusi. Ma anche i canili di alcune associazioni sono privati – osserva -. Forse non bisognerebbe chiudere anche questi?”

Maria Teresa Corsi, poi, va oltre e di domanda: “Non è che gli interessi per questi canili privati cela il nuovo modo di fare animalismo che è quello di metterli su internet e darli in adozione in tutta Italia ed all'estero, facendoli veicolare stipati in furgoni al pari di quelli provenienti  dall'Ungheria e da altri paesi europei?”. E ancora: “Non siamo forse in grado di darli in adozione nel nostro territorio e controllarli come si è sempre fatto negli anni? Perché tutto questo interesse dispendioso? Siamo così tanto ricchi?”.

Infine, da parte sua, arriva anche un invito alle istituzioni. “Esortiamo la magistratura e le forze dell'ordine a interessarsi a questo fenomeno così anomalo ed incontrollato che, a nostro modo di pensare, nasconde molti interessi”. Ma a questo punto, viene da aggiungere, qualora si avessero particolari sospetti o s fosse a conoscenza diretta di elementi, sarebbe opportuno inoltrare un esposto. 

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