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Maritati: "Poli, cautela nelle sue affermazioni"

Il sottosegretario alla Giustizia ritorna sulla doppia lettura dell'interrogazione di An relativa alle "particolari attenzioni da parte della Procura di Lecce" sull'ex sindaco di Lecce

"Già da un anno - si legge nell'interrogazione che il presidente del gruppo di Alleanza nazionale al Senato, Altero Matteoli, ha presentato nei giorni scorsi al ministro della Giustizia ed al ministro dell'Interno - l'onorevole Poli Bortone è destinataria di numerosi atti di violenza (due furti nella macchina della figlia, due furti eclatanti in casa, un furto presso la segreteria politica, una lettera anonima con minacce di morte) e, contestualmente, l'amministrazione comunale di Lecce di cui la Poli Bortone è stato sindaco per ben nove anni è oggetto di particolari attenzioni da parte della Procura di Lecce, particolarmente sollecita a seguito di esposti, notizie di stampa o televisioni locali, nel sequestrare pressoché quotidianamente atti amministrativi, tanto da far apparire quasi un'opera di delegittimazione sistematica di un sindaco che ha meritato i posti più alti nella classifica del buon governo e dello sviluppo della città" (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=35849).


Ora sull'argomento ritorna il sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati, il quale afferma: "Apprendo che la onorevole Poli avrebbe diffuso un testo dell'interrogazione molto più pesante, diverso da quello ufficiale. Sono sbalordito e sinceramente preoccupato. Non per gli attacchi, che dal mio punto di vista sono semplicemente falsi e assolutamente infondati. Se la onorevole Poli conosce dati di fatto relativi a comportamenti anche solo scorretti miei o di altri politici o di magistrati - continua - ha il dovere civile di renderli noti, ai cittadini e alla magistratura, perché si tratterebbe di comportamenti gravissimi e pericolosi. Non è permesso a nessuno, tantomeno a Lei che ha rappresentato e rappresenta molti elettori, e che vive di politica da oltre quaranta anni, diffondere dubbi e insinuazioni gravemente diffamatorie che, oltre ad offendere calunniosamente, contribuiscono a minare ulteriormente la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Mi permetto perciò di consigliarle maggiore cautela nella lotta politica verso gli avversari. Il nostro impegno politico quotidiano non ha bisogno delle sue fantasiose e bizzarre considerazioni e ricostruzioni".

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