Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica

Maritati: "Sul caso Renda il Governo sta agendo bene"

Dal sottosegretario frecciate a Fitto e Lazzari. "Immagino non avessero l'intenzione di fare propaganda politica, in questo particolare momento. E Prodi ribadirà con forza la posizione dell'Italia"

Spigoloso Maritati. "Leggo sulla stampa di una interrogazione dei deputati Fitto e Lazzari a proposito del nostro concittadino Simone Renda. Immagino che gli onorevoli non avessero l'intenzione di fare propaganda politica, in questo particolare momento, speculando sul dolore tremendo per la scomparsa di un giovane". Il sottosegretario di Stato alla Giustizia Alberto Maritati ha rilasciato un lungo commento ai giornali e alle televisioni, quest'oggi, con una nota ufficiale giunta dal ministero, dopo che dal centrodestra sono partite le interrogazioni sul caso delle ultime ore di vita di Simone Renda a Playa del Carmen, "que han provocado una profunda herida en las relaciones diplomáticas entre México e Italia (che ha provocato una profonda ferita nelle relazioni diplomatiche fra Messico e Italia)", come puntualizza uno dei tanti organi di informazione messicani (in questo caso Radio Ayouhui), cosa della quale invece non si è fatto cenno quasi mai sulla stampa nazionale italiana.

"Simone è morto in un contesto incivile di isolamento e di solitudine, oggetto di vergognosi soprusi e violenze. Il dolore incommensurabile della madre e della famiglia richiedono rispetto profondo, e non spettacolarizzazione mediatica o politica", spiega Maritati. Che poi annuncia: "Sono in grado di ricostruire molti passaggi di quel che il Governo italiano ha fatto e sta facendo per restituire alla famiglia la verità sulla morte di Simone. La madre si era rivolta al ministro degli esteri D'Alema, il quale mi ha incaricato di seguire il caso. E così è avvenuto, ho seguito tutto in questi mesi momento per momento, insieme alla madre e allo zio di Simone, e soprattutto insieme ai loro legali, come possono ben testimoniare gli avvocati Corleto e Valenti" (che seguono il caso dall'Italia, Ndr).

"I primi contatti - ricorda Maritati - sono stati con l'ambasciatore del Messico in Italia, presso il quale ci siamo recati con la madre e la zia. Abbiamo chiesto all'ambasciatore che la verità fosse accertata in modo serio e corretto, avendo assicurazioni che avrebbe insistito in tal senso presso il suo governo. Ho informato della vicenda il Quirinale, e il presidente Napolitano ha sollevato formalmente la questione con il Presidente del Messico in occasione di una visita di quest'ultimo in Italia. Il ministro D'Alema ha compiuto tutti i passi ufficiali previsti dalle norme internazionali".

"Quando mi sono recato in Messico nei mesi scorsi, per la predisposizione di un Accordo sulla cooperazione giudiziaria tra i due Paesi, ho incontrato il ministro della Giustizia, ed ho ottenuto da lui l'impegno ad incontrare la mamma di Simone. Va tenuto presente - precisa Maritati - che il Messico è uno stato federale, con autonomia giudiziaria dei singoli stati: la procura di uno stato non è controllata in alcun modo dal ministro della Giustizia. Ho favorito al massimo, nei modi di legge, l'azione in Messico della Procura della Repubblica di Lecce".

"Il nostro ambasciatore in Messico, Felice Scauso - prosegue Maritati -, persona molto qualificata e sensibile, che ha seguito con continuità e accortezza l'evolversi della vicenda, ci ha consigliato recentemente una nuova strategia giudiziaria, che abbiamo appoggiato d'intesa con i legali della famiglia: chiedere lo spostamento del processo a una sede nazionale, in modo da avere maggiori garanzie professionali e giuridiche". E infatti la famiglia Renda, insieme ai suoi legali, ha formalizzato la richiesta, ben nota da settimane, di spostare la causa a Città del Messico. Forse a fine mese si avrà qualche novità in merito. "Nulla quindi può essere imputato al nostro Governo", ammonisce il sottosegretario. "Sono sicuro che il presidente Prodi confermerà con forza la posizione dell'Italia, se avrà la possibilità di recarsi in Messico. La richiesta degli onorevoli deputati, in questo particolare momento, valga anche come augurio. Anche se l'augurio più profondo è che la verità su Simone - conclude - sia restituita alla sua famiglia".

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