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Pd, l'ex segretario cittadino Marra: "Ora abbiamo bisogno di veri leader"

E su Blasi afferma: “Credo che Sergio Blasi sia in questa fase post elettorale più timido che cinico rispetto la possibilità di assumersi collegialmente una responsabilità politica che io ho fatto mia sin dall'inizio"

 

LECCE – “Il Pd ha bisogno a tutti i livelli di leader veri che non si nascondano in un patetico gioco degli specchi. Forse è anche questa la ragione di risultati non brillanti". Non si placano le critiche in casa del Pd provinciale dopo la batosta rimediata alle amministrative dello scorso 6 e 7 maggio, che hanno visto un trionfo del centro destra con la riconferma del primo cittadino uscente Paolo Perrone ed una sonora sconfitta per Loredana Capone, candidata alla carica di sindaco per il centro sinistra.

Sulle dichiarazioni di Antonio Rotundo interviene Fabrizio Marra, ex segretario cittadino del Pd. Il quesito, che incarna tutte le tecniche del politichese, resta sempre lo stesso. Se il centro sinistra non avesse candiato Capone, avrebbe perso ugualemnte? Si? No? Forse. E che responsabilità ha avuto il segretario regionale Sergio Blasi nella scelta delle candidatura alle primarie di Loredana Capone?

Secondo Marra "la verità su scelte e responsabilità delle elezioni amministrative leccesi, inevitabilmente inizia a venire a galla. Le parole dell'onorevole Antonio Rotundo, pronunciate nel corso della conferenza stampa di ieri, sono inequivocabili nel confermare come la segreteria regionale nella persona di Sergio Blasi sia stata artefice indiscussa del percorso e della scelta di candidare Loredana Capone. Confermo che fu lo stesso Blasi – spiega Marra - a tracciare questa linea,  nel renderci noto un sondaggio, poi divulgato alla stampa, che individuava in Loredana il miglior candidato, chiedendo al Partito di Lecce il massimo impegno per il superamento dello scoglio delle primarie, che come noto il PD leccese e Loredana Capone vinsero nel mese di gennaio”.

Rivolgensosi al segretario regionale dice: “Credo che Sergio Blasi sia  in questa fase post elettorale più timido che cinico rispetto la possibilità di assumersi collegialmente una responsabilità politica che io ho fatto mia sin dall'inizio. Il Pd a tutti i livelli non ha bisogno di profeti del terzo millennio, ma di dirigenti seri che abbiano il coraggio delle proprie scelte, senza scaricare su altri decisioni ampiamente socializzate”.

Poi è la volta del segretario provinciale del Salvatore Capone: “Dico che non è mai esistito a Lecce un partito delle tessere o delle tessere non vere, perché se questo esiste è anche lo stesso partito che lo ha eletto segretario provinciale, dovendolo io e tanti altri, compagni e amici, più volte difendere in tentativi registrati in questi anni di incursioni sulla sua segreteria provinciale”.

E conclude: “Non sono mai stato un prodotto di correnti, ma candidato da parte di una mozione congressuale (Bersani - Letta), che è la stessa che ha eletto Pierluigi Bersani Segretario nazionale, Sergio Blasi, da me votato e fatto votare, segretario regionale, Salvatore Capone segretario provinciale e il sottoscritto segretario del Pd di Lecce. Resto ancora in trepidante attesa di conoscere le risposte ai tanti interrogativi posti nella mia lettera all'assemblea del Pd leccese, primo fra tutti comprendere quali siano stati i candidati della lista del Pd di Lecce supportati dal Segretario Blasi, assai suffragato nelle ultime elezioni regionali nella città capoluogo, da Salvatore Capone, nonché Massa, componente leccese della segreteria regionale e non per ultimi i parlamentari”.

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