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Video | Salvini a Martano parla di migranti, lavoro e sanità. Fuori contestazioni

Lavoro e immigrazione sono stati i due grandi temi trattati dal leader della Lega, Matteo Salvini, che ieri pomeriggio è stato ospite in un’azienda agricola, a Martano.

 

Atteso non solo da alcune centinaia di sostenitori, ma anche da contestatori, che sono stati bloccati dai reparti mobili della polizia e dei carabinieri per evitare contatti. Nei pressi della masseria in cui di lì a poco Salvini avrebbe preso parola, infatti, si erano riunite, senza autorizzazione, fra le cinquanta e le settanta persone circa, secondo fonti della questura, fra cui soggetti dell'area antagonista.

C’è stato anche qualche lancio di uova che ha colpito alcuni agenti, ma, nella calca, pure un paio di contestatori stessi. Non sono mancate offese all'indirizzo di chi si stava recando al comizio e sembra che sia partito anche qualche sasso, senza fortunatamente ferire nessuno. Il gruppo è stato tenuto a debita distanza. 

Sulla contestazione all’esterno Salvini ha avuto più di qualche parola, una volta salito sul palco. “Un Paese normale non prevede che vi siano uomini delle forze dell’ordine che tengono a bada trenta sfigati che non hanno niente da fare alle tre del pomeriggio, perché non hanno evidentemente da lavorare”, ha detto davanti alla platea. “In un Paese normale – ha proseguito - gli uomini delle forze dell’ordine sono in giro a beccare un po’ di clandestini che noi mettiamo in aereo e rispediamo a casa loro”.

Non sono mancati, poi, passaggi sulla sanità pugliese: “Non è possibile pagare le tasse e andare fuori regione per farsi curare”. E sulla vicenda del gasdotto Tap, ha messo le mani avanti: “Chi doveva fare, non ha fatto. Io non ho bacchette magiche. Per formazione, però, ascolto i territori e su alcuni temi avrei sentito i cittadini”. In definitiva, la sua missione si può così riassumere: “Mandare a casa Renzi il 4 marzo ed Emiliano il prima possibile e cambiare quello che non funziona”.

(Montaggio video di Antonio Quarta)

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