Pug rimandato a dopo il voto. L'amministrazione se la prende con la sinistra

Salvemini aveva rilevato e denunciato l'assenza di un parere obbligatorio, attestato invece in delibera. L'assessore Martini grida al complotto politico e promette l'adozione una volta vinte le elezioni

LECCE – “Una vicenda politica, non tecnica. Una città vittima dell’opposizione”. E’ così che descrive Lecce Severo Martini, assessore comunale e alla Pianificazione territoriale ed Urbanistica.

Ad agitare gli animi, ancora una volta, è la questione del Pug, il piano urbanistico generale che, a detta dell’esponente di Palazzo Carafa, non sarà possibile adottare nel corso della consigliatura ormai agli sgoccioli. L'amministrazione voleva terminare il mandato con l'adozione del provvedimento che determina gli assetti urbanistici, e quindi sociali ed economici della città, per i prossimi decenni, ma pare proprio che invece si sia convinta a gettare la spugna. 

L'adozione del Pug, inevitabilmente, pare rimandata a data da destinarsi, di sicurp dopo le elezioni amministrative. Perché "boicottato", sostiene l'assessore. “Ora la sinistra si assuma le sue responsabilità. L’Autorità di Bacino non ci ha ancora trasmesso il famoso parere”, dichiara Martini in una nota inviata alla stampa.

“Il nuovo Pai, il Piano per l’assetto idrogeologico,  non è stato ancora elaborato e approvato dall’autorità, che è in forte ritardo. Da questa anomalia è nata la difficoltà a confrontarsi con un piano dei rischi idrogeologici ancora da definire. Proprio in virtù di questa anomalia, si era cominciata un’interlocuzione con i tecnici dell’ente e ci si era trovati su un percorso condiviso che avrebbe portato al rilascio del famoso parere entro i tempi utili per portare il nuovo strumento urbanistico all’attenzione del consiglio comunale”, spiega Martini.2017-04-06-PHOTO-00000066-2

“A questo punto – prosegue-  è cominciata l’opera di pressione sistematica e di intimidazione della sinistra con diffide e sottintese minacce. Non si era mai visto, com’è successo, un ente avere quel tipo di interlocuzione con un consigliere comunale, anche se candidato sindaco e dello stesso colore del governo regionale; e improvvisamente quel percorso non è più andato bene e, senza reali spiegazioni, hanno cominciato ad allungare i tempi per la consegna del documento”.

Il colpo di fioretto è inferto, in maniera palese, all’aspirante primo cittadino del centrosinistra, Carlo Salvemini. In due circostanze, infatti, è stato proprio il portavoce del movimento “Lecce Città Pubblica” a chiedere al sindaco Paolo Perrone l'annullamento in autotutela della delibera con cui la giunta proponeva al consiglio comunale l’adozione del nuovo piano urbanistico. L’atto di Palazzo Carafa, aveva sostenuto Salvemini conteneva “false attestazioni", cioè asseriva l'acquisizione del parere dall'Autorià di Bacino che invece con una nota del 3 di aprile si è vista costretta a chiarire di non aver formulato nessun parere, e tantomeno positivo.

Di questa anomalia, del resto, era convinta anche l'avvocato Valeria Pellegrino, seduta accanto al candidato sindaco assieme ai consiglieri Antonio Rotundo e Antonio Torricelli. Il legale era stato chiamato ad esprimersi sulla raccolta documentale nel tempo: "Escludo radicalmente che sia stato acquisitio il parere dell'Autorità di bacino, che è indefettibile. Non ci sono dubbi giuridici o interpretativi. Tutto il lavoro fatto fino a oggi in commissione è fondato sul nulla", riferì quel giorno.

In occasione della seconda recente conferenza stampa di Salvemini, il 6 aprile, si sono mossi anche gli altri candidati sindaci: Alessandro Delli Noci, Luca Ruberti e Fabio Valente. I tre aspiranti alla poltrona di primo cittadino- rispettivamente di Un'Altra Lecce, Lecce Bene Comune e Movimento Cinque Stelle- si sono infatti recati pressi gli uffici della prefettura di Lecce, per chiedere a Claudio Palomba di sollecitare il ritiro di quella delibera comunale.

Eppure, per l'assessore all'Urbanistica, si trattererebbe di tante "verità taciute e chiacchiericci" degli ultimi giorni che, sempre a suo dire, sarebbero persino stati spalleggiati da parte della destra, con riferimento alla presa di posizione di Adriana Poli Bortone. "Il nuovo Piano urbanistico generale è quello che abbiamo portato in giunta e, se non ora, sarà approvato dopo aver vinto le elezioni, con buona pace di chi si è servito di tutti i mezzi possibili per cercare di privare la città di uno strumento urbanistico così importante che, lo ricordiamo, è stato pensato, concepito e realizzato con i cittadini e per i cittadini. Il Pug è pronto e resterà quello. Il nostro impegno è quello di farlo approvare subito dopo le elezioni", ha concluso Martini.

Per Salvemini, però, il tentativo di buttarla sul piano della rissa politica da parte di Martini è goffo: “L’improvvisazione non paga – ha commentato il candidato del centrosinistra - e l’impossibilità di procedere nel rispetto delle leggi oggi emerge proprio per bocca di chi, come l’assessore Martini, non aveva fatto altro nelle ultime settimane che ostentare certezze. La buona notizia per la città è che il documento di programmazione strategica più importante per il futuro di Lecce potrà essere approvato nella prossima consiliatura, al riparo dalla campagna elettorale e guardando all’interesse pubblico. In questi 5 anni ho sostenuto con forza la necessità del Pug, ma tutti i tempi sono stati ritardati per inadempienze ripetute, nel 2012 come oggi.  Concludo con un impegno: la mia ammirazione porterà in adozione il PUG entro il 2018, rimediando agli errori e ai ritardi di questi 20 anni”.

Mauro Giliberti, candidato del centrodestra in continuità con l'amministrazione uscente, la prende con filosofia: "Prendo atto della nota dell’Autorità di bacino sul Pug che, sostanzialmente, rinvia l’adozione dello strumento di programmazione alla prossima amministrazione comunale. Concordo con tutta la coalizione che mi sostiene sul fatto che, se dovessi essere eletto sindaco, sarà mia prioritaria preoccupazione portare a compimento un percorso necessario per la città, in maniera condivisa e seria. L’argomento Pug sia da oggi fuori dalle polemiche delle opposizioni che in questa fase hanno, tra ammiccamenti e allusioni mai comprovate, fatto intendere la presenza di chissà quali torbidi aspetti. Da oggi spero che anche gli altri candidati sindaco, come me, intendano proiettare il dibattito programmatico sul futuro della città", sono le parole caute dell'ex giornalista.

Per Alessandro Delli Noci la decisione di Perrone e soci conferma invece tutti i dubbi che erano stati avanzati: “La delibera è illegittima e, come abbiamo fatto nei giorni scorsi con una lettera al prefetto, chiediamo con forza non di rimandare l’adozione ma di annullare totalmente la delibera stessa, in nome della legalità, della trasparenza e di una politica nuova che guardi all’interesse collettivo. Questo non significa la bocciatura del Pug, significa piuttosto rimandare alla prossima amministrazione l'approvazione di questo importante strumento di programmazione".

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