Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Nasce il governo Letta e tra i ministri spunta il salentino Massimo Bray

Il premier incaricato scioglie la riserva e presenta al Capo dello Stato l'esecutivo delle "larghe intese": ai Beni culturali a sorpresa il del presidente del cda della Notte della Taranta e direttore editoriale alla Treccani

Massimo Bray (dal sito personale)

ROMA - Il governo di Enrico Letta nasce con lo scioglimento della riserva davanti al Capo dello Stato e la presentazione dell'elenco dei ministri che lo comporranno. Tre i dati evidenti, al di fuori delle contestazioni politiche all'accordo trasversale tra Pd-Pdl e Scelta Civica: la forte presenza femminile nell'esecutivo (7 donne, tra cui la novità del ministro di colore all'integrazione), l'abbassamento dell'età media e l'attenzione "territoriale". Soprattutto in quest'ultima logica si inserisce il nome di un salentino, che, a sorpresa, viene nominato ministro ai Beni culturali, ossia Massimo Bray.

Nato a Lecce nel 1959 e laureato in Lettere e Filosofia, nel 1991 è entrato nell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia "La Piccola Treccani", diventando nel 1994 direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore dell'istituzione culturale, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo.

È anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, autore di un blog sull'edizione italiana di Huffington Post, nonché presidente del consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare. Si è candidato alle ultime politiche con il Pd, rappresentando uno dei volti nuovi del partito salentino.

Questo l'elenco integrale dei ministri del governo Letta: sottosegretario l'ex ministro Filippo Patroni Griffi, vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano, Enzo Moavero agli Affari europei, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, agli Affari regionali, Carlo Trigilia alla Coesione territoriale, Dario Franceschini ai Rapporti col parlamento, Gaetano Quagliariello alle Riforme istituzionali.

Alle pPari opportunità la campionessa olimpica Josefa Idem, Cecile Kyenge all’Immigrazione, alla Pubblica amministrazione Giampiero D’Alia, agli Affari esteri Emma Bonino, alla Giustizia Anna Maria Cancellieri, alla Difesa Mario Mauro, Fabrizio Saccomanni all’Economia, allo Sviluppo economico Flavio Zanonato, ai tTrasporti e alle Infrastrutture Maurizio Lupi, alle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, all’Ambiente Andrea Orlando, al Lavoro Enrico Giovannini, all’Istruzione Maria Chiara Carrozza, ai Beni culturali, come detto, Massimo Bray, alla Salute Beatrice Lorenzin.

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