La mossa del Quirinale e il giudizio quasi unanime dei consiglieri: "Al voto subito"

La decisione di Mattarella di non accettare Savona al ministero dell'Economia è il tema del giorno. Il giudizio di Fabio Valente, Federica De Benedetto, Gaetano Messuti, Bernardo Monticelli, Gabriele Molendini

Il presidente Sergio Mattarella (foto Ansa).

LECCE –  La decisione del Capo dello Stato di non concedere il via libera alla nomina di Paolo Savona quale ministro dell’Economia indicato da Lega e M5S ha diviso l’opinione pubblica. La conseguenza immediata è stata la remissione dell’incarico da parte di Giuseppe Conte, che i due partiti avevano individuato come presidente del Consiglio dei Ministri.

valente-6Anche a Palazzo Carafa, questa mattina, la politica nazionale era al centro degli scambi tra i consiglieri. Di seguito il commento di alcuni di loro, a partire dall’esponente del Movimento 5 Stelle, Fabio Valente: “Ritengo che a questo punto vincano la Germania e l’Europa: già da giorni attaccavano un governo non ancora nato, facendo pressione sul presidente della Repubblica perché non accettasse un ministro che ha semplicemente espresso le posizioni critiche su questo tipo di unione che erano del resto nel programma espresso da M5S e Lega. Mi sembra assurdo che possa essere messo un veto del genere che probabilmente è nei suoi poteri, ma in Parlamento si era formata una maggioranza solida che avrebbe sostenuto il governo e garantito una durata di legislatura. Mi auguro che si possa tornare presto al voto, non mi pare opportuno un governicchio che tiri a campare”.

Per Gaetano Messuti, del gruppo misto non regge l’ipotesi di “impeachment perché è nei poteri del presidente nominare i ministri. In questo momento il tema della tutela del risparmio ha assunto un valore preminente: se pensiamo che l’Italia sia un paese pienamente sovrano non stiamo cogliendo il segno. Si tenga conto che in media ogni italiano è indebitato di 40mila euro nei confronti ora dell’Ue, ora del sistema finanziario. Si può dunque decidere di lasciare l’area euro, ma lo si può fare al termine di un percorso corretto, chiaro che corrisponda al sentire della maggioranza degli italiani, ma con atteggiamento seri. Siamo stati tra i padri fondatori dell’Europa, anche con sacrifici importanti: se ora decidiamo che il contesto dell’unione non ci va più bene, si può seguire un percorso simile a quello della Gran Bretagna con un periodo di transizione”.

Prudente il consigliere Bernardo Monticelli Cuggiò, di Lecce citta del mondo: “Dal punto di vista costituzionale ritengo che il presidente abbia esercitato le sue prerogative, anche se non condivido le conclusioni cui è giunto. Due forze politiche che si sono avversate in campagna elettorale hanno provato a trovare una sintesi su alcuni aspetti del programma che credo sarebbe stato difficile attuare perché estremamente gravosi. Spero che si vada presto a elezioni e che il centrodestra raggiunga il 40 per cento, procedendo a un governo politico perché quello proposto dal M5S e dalla Lega aveva come espressione la leadership di un tecnico e non di un parlamentare eletto. Pare che i mercati non abbiano oggi registrato grandi sussulti: Cottarelli si renderà conto che non avrà la maggioranza e si tornerà presto alle urne, spero prima della manovra finanziaria di dicembre”.

debenedettoFederica De Benedetto, consigliera di Forza Italia e candidata alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo, non approva la decisione del presidente: “Premetto che questo non era il mio governo, però voglio essere chiara: io avrei dato una chance a questo esecutivo, lo avrei valutato in base al lavoro. Da un lato è evidente l’agitazione dei mercati che minacciavano un declassamento dell’Italia, dall’altro non possiamo essere sotto ricatto. Abbiamo due partiti molto diversi che avevano trovato unità su un programma ma anche lasciato inalterata la distanza su molti temi: il dialogo non è stato semplice. Non c’è solo l’Europa cattiva, la strategia di Salvini o quella di Mattarella, ma giocano il loro ruolo diverse concause: a questo punto nuove elezioni il prima possibile perché il Paese ha bisogno di un governo politico”.

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Gabriele Molendini, di Lecce Città Pubblica, sostiene, al di là delle valutazioni politiche, la correttezza del comportamento del Capo dello Stato: “Il presidente Mattarella, come dice la Costituzione nomina i ministri su proposta del Presidente del Consiglio incaricato. Dunque rimane una prerogativa costituzionale, peraltro altre volte esercitata in pregresso dai predecessori senza soverchie polemiche. Trovo insensate le richieste di impeachment, che poi nel dettato della nostra Carta sarebbe ‘attentato alla costituzione’. Se sia stata più o meno giusta si può discutere, naturalmente come in tutte le valutazioni. Certamente ha una ratio. Mi piacerebbe semmai comprendere perché Lega e M5S , tolto Savona, non potessero individuare un altro nominativo. In passato in casi simili è avvenuto . Se conta il programma è non i nomi questa scelta è incomprensibile”.

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