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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Mazzotta annuncia l'Aventino della minoranza: "La democrazia è morta"

Il gruppo che porta il suo nome e che conta altri quattro eletti ha comunicato la propria decisione, l'opposizione non partecipa al primo consiglio comunale. Il risultato elettorale sarebbe stato inquinato da fattori esterni

CARMIANO - Dal punto di vista politico, la temperatura continua a essere alta a Carmiano: a poche ore dalla prima seduta del consiglio comunale - programmata per le 18.30 - il capo dell'opposizione, l'ex sindaco Giancarlo Mazzotta, ha annunciato la diserzione dei lavori dell'assise che, come primo punto dell'ordine del giorno, prevede "Elezioni comunali del 07.11.2021.Esame della condizione degli eletti. Convalida degli eletti".

La tornata amministrativa si è conclusa con la vittoria di misura di Giovanni Erroi proprio contro Mazzotta, di cui il nuovo primo cittadino tra il 2010 e il 2015 era stato anche il vice. Alla base della decisione di non partecipare al consiglio il disconoscimento dell'esito elettorale, arrivato a valle di una fase convulsa che il gruppo "Ritorniamo insieme con Giancarlo Mazzotta sindaco" ritiene essere stato tanto condizionato da turbative esterne così da minare la "credibilità istituzionale" del consiglio. Al fianco dell'esponente di Forza Italia ci sono gli altri eletti della lista, Cosimo Petrelli, Maria Emanuela Bruno, Maria Grazia Indennidate e Paolo Salvatore.

L'ultima campagna elettorale a Carmiano è stata decisamente peculiare: intanto perché è seguita al commissariamento per il rischio di infiltrazioni mafiose decretato nel dicembre del 2019, in prossimità della scadenza del secondo mandato da sindaco di Mazzotta; in secondo luogo perché la stessa possibilità di candidatura dell'esponente di Forza Italia è stata sindacata prima da una istanza di ricusazione presentata da Erroi, e negata dal Tribunale di Lecce, e poi dall'intervento del prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, che aveva ravvisato una caso di ineleggibilità originale preclusiva dal momento che lo scioglimento del consiglio comunale è stato decretato nel corso del quarto anno e del sesto mese del secondo mandato.

La presa di posizione dei consiglieri di minoranza sembra, almeno per il momento, irreversibile: “Quanto accaduto alle scorse elezioni di Carmiano merita di essere attenzionato in tutte le sedi competenti. Senza paura, con la forza e il coraggio delle persone perbene, dobbiamo denunciare come in questa competizione elettorale il risultato finale sia stato inquinato fortemente da fattori esterni e da una serie di comportamenti che, certamente, avranno falsato l’esito delle urne e viziato ogni principio di rappresentatività istituzionale, legalità e libertà del voto. Per questo non parteciperemo alla prima seduta del Consiglio comunale in segno di protesta. Per ora possiamo affermare, con profondo rammarico, che a Carmiano la democrazia è morta. Ma noi non resteremo in silenzio”.

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