Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Medici emiliani per il 118 salentino. La polemica finisce sui banchi della Regione

A partire dal 1° luglio le carenze di organico saranno coperte da personale proveniente da una cooperativa di Parma: dopo la proclamazione dello stato d'agitazione dei medici locali, interviene il consigliere regionale Mazzei con un'interrogazione a Vendola

LECCE - Prosegue la polemica intorno allo stato d’agitazione dei medici del 118 dichiarato dalle organizzazioni sindacali di categoria Uil Fpl, Fimmg, Snami con una lettera indirizzata al direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, al direttore sanitario, Ottavio Narracci, al direttore amministrativo, Antonio Vigna, all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia e al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta.

Da parte sua, la stessa direzione generale della Asl di Lecce aveva già comunicato che, a partire dal 1° luglio,   le attività mediche e paramediche del Pronto soccorso non sarebbero state più supportate dai medici ed infermieri del 118, ma da personale reclutato da società esterne all’azienda sanitaria. La direzione di via Miglietta ha scelto, per l’esattezza, una cooperativa di Parma per colmare le lacune che si determinano in estate a causa delle ferie dei lavoratori. 

Una decisione che non è passata, di certo, inosservata. Al contrario, evidenzia il consigliere regionale di Forza Itali Luigi Mazzei, la scelta di rivolgersi ad una cooperativa di un’ altra regione risulterebbe “incomprensibile”. E considerato che le ore aggiuntive nel pronto soccorso, in passato, erano state sempre coperte dai medici del 118, tale iniziativa non farebbe altro che “penalizzare il personale medico e paramedico del territorio, già flagellato dalle carenze occupazionali”.

L’inizio della stagione estiva rappresenterebbe, insomma, “l’ennesima grana regionale in ambito sanitario”:  “ Rimaniamo stupiti nell’apprendere che, le assenze che si creano a causa delle giuste ferie del personale, non sono occasione di lavoro per i salentini bensì per dei lavoratori emiliani. Un controsenso, per usare un eufemismo, vista la crisi occupazionale che flagella il territorio”.

Per queste ragioni l’esponente di via Capruzzi ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Giunta, Nichi Vendola e all’assessore alle politiche della Salute, Donato Pentassuglia per sapere “se è vero che la motivazione della carenza di organico sia solo un falso problema che nasconderebbe, invece, una carenza di organizzazione; se è vero che sia sorta una situazione conflittuale tra operatori sanitari e associazioni di volontariato che ha portato alla scelta esterna; se risponde al vero l’affermazione dei sindacati di categoria che c’è una sequela di provvedimenti disciplinari mancanti del presupposto di legge; come è stata individuata la cooperativa di Parma”.

“Abbiamo il diritto e il dovere di sapere se i limiti che dimostra la nostra sanità siano dovuti ad una cattiva organizzazione o a carenze di organici – ha incalzato Mazzei - . Saperlo ci consentirebbe di essere più incisivi nella risoluzione delle problematiche anziché assistere a scelte che non si riescono a comprendere”.

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