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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica Melendugno

"Choc energetico, Tap sta salvando l'Italia: serve un altro gasdotto"

Fabiano Amati, presidente della Commissione bilancio, chiede alla Regione di farsi capofila per un nuovo progetto. Reclamando anche gli investimenti promessi

BARI - Indagini su indagini, con procedimenti ancora in piedi, scontri politici e ideologici, marce e assalti degli oppositori, il dibattito infinito sui ristori e molto, davvero molto altro ancora. Per anni la questione Tap ha infiammato il dibattito, con una terra, quella salentina, che nella maggior parte dei casi ha manifestato opposizione al gasdotto, per poi alla fine ritrovarselo comunque realizzato, con terminale nell’area di San Basilio, nella zona di San Foca (marina di Melendugno).

E si tratta di un’opera oggi più che mai esaltata da Fabiano Amati, presidente della Commissione bilancio e programmazione della Regione Puglia, secondo il quale ne occorrerebbe persino un altro. Esortando la stessa Regione a farsi capofila di quello che definisce un “processo intelligente, fortemente ambientalista e culturalmente ostile all’ideologia inquinante del no-a-tutto”.

Il motivo, è presto detto. “L’Italia – dice Amati –, sta reggendo lo shock energetico mondiale, pur con molte difficoltà, grazie al gasdotto Tap, diventando per certi versi esportatore”. Ed ecco l’idea: “Servirebbe al più presto un altro gasdotto per migliorare ancor più i nostri stock, approfittando dell’occasione per ottenere maggiori investimenti compensativi e magari accogliere al più presto quelli ancor oggi abbandonati per folle ideologia”.

Probabilmente già consapevole che le sue dichiarazioni solleveranno voci ostili, Amati snocciola anche qualche dato che dovrebbe fugare i dubbi. “Non c’è molto da girarci attorno, Tap e Snam hanno distribuito nel 2021 10 miliardi di metri cubi di gas, contribuendo in modo importante al fabbisogno energetico del Paese. E poiché questo accade grazie a un’infrastruttura realizzata in Puglia – prosegue –, mi pare opportuno che la Regione cominci a reclamare gli investimenti promessi e mai erogati, e si adoperi per attrarre nel nostro territorio tutte le nuove infrastrutture energetiche al sevizio del nuovo mondo verde e pulito”.

Morale: “Dobbiamo isolare l’ideologia inquinante del no-a-tutto, così da garantire i maggiori fabbisogni energetici che il progresso ci chiede e a cui nessuno di noi intende rinunciare.
Il gas – conclude – è il carburante di transizione per eccellenza, senza il quale ci restano solo carbone, petrolio e bollette salate”.

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