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Melica: “Incomprensibile il giudizio sull’amministratore di Alba Service”

Il consigliere comunale dell'Udc, partito che nei giorni scorsi ha rilanciato la questione dei doppi incarichi, accetta il verdetto del segretario comunale Vincenzo Specchia, ma non si dice affatto persuaso dalle motivazioni

LECCE – Il consigliere comune dell’Udc, Luigi Melica, nell’apprendere del parere del segretario generale del Comune di Lecce, Vincenzo Specchia, si dice assolutamente d’accordo sulla vicenda di Angelo Tondo, peraltro mai tirato in ballo dai sospetti, ma si dissocia con una lunga argomentazione dal “verdetto” su Damiano D’Autilia. Di seguito il testo.

“Risulta incomprensibile la posizione del Responsabile anticorruzione con riferimento alla situazione del consigliere D’Autilia: ciò non certo per contrasti personali nei confronti del consigliere il quale è uno dei migliori politici del centro destra e, certamente, è anche un ottimo amministratore di società partecipata. Il punto è che non si comprendono le motivazioni giuridiche né si ravvisano spiegazioni idonee a legittimare in qualche modo la contestuale permanenza in capo al dottor D’Autilia della carica di consigliere comunale e di amministratore Unico dell’Alba Service”

“Sul punto – premette Melica -, alcune brevi riflessioni: il capogruppo del Pdl infatti è stato eletto consigliere comunale nelle ultime due tornate elettorali; il 9 agosto del 2010 è stato altresì nominato amministratore unico della società Alba Service controllata dalla Provincia di Lecce; il 3 maggio del 2013 è stato riconfermato in questo ruolo; in sostanza il dott. D’Autilia sin dal 2010 riveste contestualmente la carica politica di consigliere e di amministratore unico della predetta società controllata. Questa circostanza – già in fatto – cumula in capo allo stesso soggetto funzioni politiche e di gestione e – in diritto – si pone in contrasto con la vigente normativa di cui al decreto legislativo numero 39 del 2013. Questo decreto, infatti, vieta chiaramente il conferimento di incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico – quale è quello di amministratore unico di una società controllata dall’ente locale come l’Alba Service– ad un soggetto che abbia partecipato nei due anni o nell’anno precedente ad un organo di indirizzo politico (articolo 7, comma 2, lettera d). E lo stesso regime dovrà applicarsi conseguentemente anche a coloro i quali continuino a rivestire una carica politica”.

“Circostanza, questa, che pone i soggetti interessati proprio in una posizione di incompatibilità ai sensi dell’articolo 13 del decreto citato, secondo cui gli incarichi di presidente e amministratore delegato di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello locale sono incompatibili, con l’assunzione nel corso dell’incarico, della carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti […].Né si ritiene che possa pervenirsi a conclusioni diverse per il fatto che l’incarico di amministratore unico sia stato rinnovato al consigliere D’Autilia proprio il giorno precedente l’entrata in vigore del decreto di cui si tratta; né tanto meno per il fatto che si tratti di un rinnovo dell’incarico e non già del conferimento di un nuovo incarico. Su questi punti, infatti, proprio l’autorità anticorruzione è stata chiara. Con la delibera numero 46 del 2013 l’autorità ha sottolineato che il mero fatto che l’origine dell’incarico sia antecedente all’entrata in vigore delle disposizioni richiamate non può giustificare il perdurare nel tempo di una situazione di contrasto con la norma, seppur sopravvenuta”.

Con la successiva delibera numero 48 del 2013 l’autorità ha osservato che è legittima la riconferma nell’incarico presso lo stesso ente anche quando è decorso un lasso di tempo inferiore ai due anni/un anno dalla conclusione del precedente incarico. Quest’ultima precisazione deve essere letta alla luce delle precedenti, ritenendo dunque legittimo il rinnovo dell’incarico in assenza evidentemente di cause di incompatibilità e cioè della sopravvenienza di una carica elettiva presso un ente locale. Per concludere, non si vogliono contestare le conclusioni del responsabile anticorruzione del Comune di Lecce, nei riguardi del quale si ha grande stima, ma solo rimarcare il proprio intendimento al rispetto della legalità nell’smministrazione. Per questi motivi, si inoltreranno le osservazioni, già avanzate al Responsabile, alla Commissione per la Valutazione e la Trasparenza e l’Integrità dell’Amministrazione pubblica per ottenere le sue determinazioni”.

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