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Il valore aggiunto secondo Messuti: "Conosco Lecce meglio di Congedo e Spagnolo"

Candidato a guidare il centrodestra alle amministrative, il 17 marzo deve confrontarsi a suon di voti con Saverio Congedo e Mario Spagnolo. La prima di tre interviste per dare spazio al dibattito, ai contenuti

Messuti in consiglio comunale.

LECCE – Tra dieci giorni, il 17 marzo, il centrodestra leccese sceglierà il candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative. In corsa ci sono Gaetano Messuti, appoggiato da Forza Italia, L’Altra Italia e da alcuni movimenti, come Sentire Civico; Erio Congedo per Fratelli d’Italia e Direzione Italia; Mario Spagnolo per la Lega.

Il dibattito interno alla coalizione, fino ad oggi, è stato ridotto al minimo. Saranno primarie vere, è stato detto da più parti per smentire le voce che ci fosse un copione già assegnato. Per dare la possibilità ai cittadini interessati alla consultazione di farsi un’idea più chiara sulla scelta da fare – perché, insomma, preferire un candidato ad un altro – abbiamo provato a porre a ciascuno di loro otto domande. Segue l’intervista a Gaetano Messuti.

Nell'annunciare la sua candidatura ha detto che sarebbero state primarie vere, ma, fino ad oggi, è mancato il confronto pubblico sui contenuti tra i tre candidati. Partiamo da qui, allora: una giunta guidata da Gaetano Messuti, cosa avrebbe in più rispetto a una guidata da Erio Congedo, per esempio?

In realtà abbiamo avuto modo di confrontarci proprio nei giorni scorsi in un talk politico di Canale 85 e, da quel primo  dibattito (il 5 marzo, ndr), scendendo nei temi, ho compreso  quanto in realtà siano distanti le  nostre posizioni e le personali e politiche visioni. Pur stimando Erio, credo che le nostre storie politiche siano totalmente distinte. Per scelta o per caso, personalmente sono cresciuto ed ho operato sempre all’ombra di una politica cittadina. Prima segretario cittadino, poi consigliere comunale, successivamente assessore e vice-sindaco, ho con costanza ed umiltà percorso tutte le tappe che ogni amministratore dovrebbe compiere per poter comprendere i meccanismi e le dinamiche della complessa macchina amministrativa locale. Credo che questo sia in realtà il mio valore aggiunto ed anche il tratto distintivo rispetto agli altri candidati: da un lato Congedo che ha percorso in modo valido tappe politiche regionali, ma limitando al massimo il rapporto con il tessuto locale, e Spagnolo che, da neofita, manca per ovvi motivi di determinate conoscenze che non si acquisiscono in una notte leggendo un libro di diritto amministrativo. Lei mi chiede cosa avrebbe in più un’amministrazione Messuti: le posso dire che avrebbe la dinamicità di chi le problematiche di Palazzo le conosce per averle vissute e non per averle sentite raccontate, avrebbe la visione di chi ha già iniziato un percorso per donare a Lecce una nuova opportunità culturale e turistica. L’amministrazione firmata Messuti avrà uno sportello costantemente aperto per raccogliere le esigenze dei commercianti, avrà una particolare sensibilità verso le problematiche sociali ed economiche della nostra comunità. Non posso dirle quindi cosa avrà in più rispetto a qualcun altro, le posso dire cosa intendo fare per rendere città e cittadini protagonisti.

Nei giorni scorsi ha promesso una soluzione equa per la vicenda degli estimi catastali. Eppure lei faceva parte di quel governo che deliberò l’avvio dell’iter della revisione che ora sta producendo le sue prime conseguenze. La questione riguarda migliaia di cittadini. C’è da fare un "mea culpa" su questo tema?

Sono stati fatti degli errori, sarebbe inutile negarlo. La delibera in questione ha data 29 luglio 2010 ed io entrai in giunta il 20 luglio dello stesso anno, in seguito ad un rimpasto. Non voglio con questa precisazione defilarmi difronte a nessuna responsabilità, ma credo che oggi sia opportuno fare un salto in avanti verso al risoluzione dei problemi e non verso le solite accuse e recriminazioni. Allo stesso tempo posso con certezza dire che se l’amministrazione Salvemini avesse istituito una zona censuaria all’interno del centro storico, si sarebbe potuto effettuare una rivalutazione delle rendite, secondo l’attuazione di un principio fondamentale quale quello della correttezza dell’applicazione dei tributi a livello locale, riportando un principio doveroso di equità. Tutto ciò non è stato fatto e vede allo stesso tempo l’indifferenza atavica da parte degli organi finanziari dello stato quali il catasto e l’ Agenzia delle entrate, le quali hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari per poter verificare il valore delle rendite, ma non l’hanno mai fatto. È da aggiungere, inoltre, che le rendite catastali potevano essere rivalutate anche per effetto degli atti pubblici notarili che sono depositati presso la conservatoria dei registri immobiliari. Tutto ciò non è stato mai fatto ed ovviamente tutte le amministrazioni degli enti locali hanno avuto delle grossissime perdite di gettito per effetto di questa situazione. La situazione si può ripristinare, nonostante le sentenze che ci sono state, per effetto della potestà regolamentare che ha il Consiglio comunale nel rivedere la ridistribuzione complessiva del tributo. Uno dei primi impegni che assolverò da sindaco di Lecce, sarà proprio quello di risolvere per i cittadini questa confusione. Con un atto infatti, proporrò un regolamento  che provveda a dividere Lecce in tre zone: Lecce centro, lecce circonvallazione e Lecce fuori porta, zona che comprenderà tutte le periferie. Solo in questo modo potrò riportare e garantire un principio di equità tributaria tra i cittadini.

La sicurezza è un nodo centrale nella vita quotidiana e nella percezione dei cittadini, ma il Grande Fratello non sembra bastare: a Lecce, nel corso degli anni, sono state installate centinaia di telecamere, la maggior parte delle quali – lo si è scoperto nel tempo – non funzionano o non sono adeguatamente mantenute. Come si risponde, concretamente, alle esigenze dei cittadini?

Ritengo che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica stia svolgendo in maniera egregia il lavoro di controllo sulla città. Penso allo stesso tempo che l’amministrazione comunale debba assumere un ruolo da protagonista ed in questo immagino anche, nell’attività di presidio del territorio, la possibilità di consentire quote di partecipazione alla polizia locale, insomma un compito primario per un’amministrazione comunale e per un sindaco che siede in un tavolo cosi significativo. Ritengo inoltre che il tema della sicurezza urbana  investa anche tutto ciò che rappresenta espressioni di abusivismo. Oggi noi abbiamo un tema, quello del commercio, che diventa punto principale e centrale del nostro programma. Oggi bisogna regolarizzare il commercio, attivando un piano particolareggiato all’interno di una programmazione urbanistica nuova, che regolarizzi e stabilizzi secondo le norme di diritto il tema di commercio all’interno del centro storico. Una volta consentita questa stabilizzazione e quindi la creazione di spazi di diritto per ogni singolo commerciante, si deve attivare  un sistema di controllo che elimini in radice qualunque forma dì abusivismo o di esercizio arbitrario dell’attività.

Un altro tema molto sentito a Lecce è quello della viabilità e dei parcheggi. Da questo punto di vista, all’Hilton ha dichiarato di non voler tornare indietro sulle ztl e sulla necessità di alleggerire il carico sul centro città. Ma crede che quel gruppo di commercianti che si oppongono ai provvedimenti di chiusura e pedonalizzazione possano accontentarsi evocando la partecipazione alla scelte amministrative?

Mi sento di dire con estrema chiarezza che né le amministrazioni di Adriana Poli Bortone né quella di Paolo Perrone sono state in contrasto con i concetti più moderni di mobilità ecocompatibile ed ecosostenibile. Credo invece che il tratto che ha caratterizzato l’amministrazione Salvemini sia stato quello di trattare il tema della mobilità mediante l’utilizzo di chiusure amministrative. Queste sono chiusure determinare unilateralmente dalla pubblica amministrazione. Bene, posso dire con certezza che non farò mai chiusure amministrative ma farò chiusure condivise, tenendo conto di quelli che sono gli interessi sostanziali ed effettivamente  toccati  da una chiusura e con quelli farò sintesi offrendo i servizi collaterali, proprio perché penso che oggi il trasporto vada nella direzione della ecosostenibilità. Ma per fare ciò, è necessario riallacciare e riconnettere tutti gli interessi che in questo momento  gravitano all’interno della nostra città.

La gestione della questione della Lupiae Servizi è stata l’argomento di confronto e più spesso di scontro negli ultimi mesi dell’amministrazione Salvemini. Qual è la “politica industriale” che lei immagina perché l’azienda riesca a non andare costantemente in perdita e a fornire, invece, servizi adeguati?

Ritengo che oggi il primo passo da compiere sia quello di uscire il più presto possibile dalle procedure del concordato pre-fallimentare, ma non perché la mia sia una presa di posizione rispetto al tema che ho introdotto nel corso di tutti questi mesi, ma perché ritengo che oggi i dati di bilancio ed i tagli effettuati, determinino la sicura non utilizzabilità dello strumento fallimentare. Quindi ben venga la possibilità di avvalersi di un accordo di ristrutturazione e impedire quei costi onerosi per consulenze che la procedura fallimentare del concordato prevede in circa 350 mila euro. Oggi la sfida della Lupiae va affrontata in maniera industriale, organizzata. È inammissibile pensare che i dipendenti che fino ad oggi  hanno svolto diverse funzioni siano all’improvviso diventati inadatti. C’è certamente un tema di formazione e di professionalizzazione rispetto alle nuove sfide dei servizi per la città, c’è la necessità di una guida manageriale,  anche affiancata ad un consiglio di amministrazione, ad un manager industriale che entri nel vivo della dinamica organizzativa del personale e della rispettiva formazione e proietti la società nella sfida dei servizi con la città di Lecce ad essere un partner unico, esclusivo, affidabile, efficiente ed efficace.

Tema non meno spinoso è quello delle case popolari. Un’inchiesta, sfociata nella fase processuale ora ai primi passi, ha svelato un sistema che, per usare un eufemismo, appare molto borderline. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, la sua visione politica quale giudizio e quale prospettiva le suggerisce rispetto al diritto alla casa?

Penso che l’amministratore Salvemini, con alcuni provvedimenti, abbia ritenuto delegare il riconoscimento del diritto alla casa all’ex istituto autonomo case popolari, oggi Arca Puglia. Credo fermamente che amministrare significhi assumersi le responsabilità, quando queste vengono assegnate dalla legge, pertanto ritengo che sul tema del riconoscimento del diritto alla casa un’amministrazione comunale non possa sottrarsi. Detto ciò, quando sarò sindaco, intenderò affrontare il nodo del diritto alla casa, assumendomene la responsabilità con una commissione deputata all’assegnazione degli alloggi popolari presieduta da un alto magistrato e composta da un cancelliere assunto dall’ordine giudiziario, da pari componenti spettanti al Comune ed all’Arca. Farò, inoltre, un accordo con la Prefettura per la verifica dei requisiti  per il riconoscimento definitivo ed il controllo nel tempo della sussistenza dei requisiti che hanno dato vita all’assegnazione del diritto alla casa.

Torniamo alla campagna elettorale. L’appello che ha lanciato ad Adriana Poli Bortone perché rientrasse nei “ranghi” ha sortito una risposta: sia Messuti ad appoggiarmi al ballottaggio. È uno scenario impensabile?

Ritengo che ove non dovessi vincere le primarie il 17 marzo, quello che dovrò fare e farò lo so soltanto io. Per il resto capisco e comprendo che una campagna elettorale accenda i toni,  quello di cui sono certo è che nella pratica questa non può alterare la stima che caratterizza i rapporti personali.

Si racconta che lei fosse un buon centrocampista in gioventù. Ma ci spiega perché i leccesi dovrebbero ora affidarle la fascia di capitano?                                                                                                                                    

È poco informato sulla mia carriera calcistica. Si narra fossi un valido difensore centrale. Ritengo che il 17 marzo i cittadini, se lo riterranno,  potranno determinare una competizione ed assegnarmi la fascia di capitano. Penso che questa sia la prima volta nella quale una fascia da capitano della città possa essere assegnata direttamente dai cittadini e non da pochi eletti seduti nelle segreterie politiche.

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