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Impianto per la produzione di compost e biometano: l'azienda ci riprova

Metapulia pronta a presentare nuova istanza in Conferenza dei servizi. Stoccata dell'imprenditore Seracca Guerrieri alla classe politica

Alcune compostiere.

LECCE - La società Metapulia si dice pronta a presentare per la seconda volta istanza per la valutazione di impatto ambientale del progetto per l’impianto di produzione di compost e biometano dalla frazione organica dei rifiuti.

L’imprenditore Piero Seracca Guerrieri è convinto che il vizio di forma contestato nel corso della conferenza dei servizi, a giugno, sia stato sanato (la richiesta di autorizzazione per il lotto individuato nella zona industriale di Lecce da inoltrare al consorzio Asi, Area per lo sviluppo industriale) e che dunque si possa aprire la procedura.

Seracca ha colto l’occasione per ripercorrere il senso di un progetto che sta incontrando molte resistenze sul territorio, tra cui quella del Comune di Surbo che con quello di Lecce amministra la zona industriale: “Ci abbiamo provato. Un team strutturato di giovani imprenditori, volenterosi e convinti di portare innovazione e sviluppo al territorio, riunito sotto il cappello di MetApulia, ha proposto nel dicembre scorso, un progetto credibile e a detta di tutti i tecnici ben strutturato, per il trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata, per la produzione di biometano e compost. Non un impianto di compostaggio, ma un complesso industriale in grado di trasformare, in ambiente chiuso e stagno quindi senza alcun pericolo di fuoriuscita di odori o di altre esalazioni o polveri sottili, la spazzatura in fertilizzante e metano, prodotti della degradazione naturale della materia”.

E ancora: “Il progetto rappresenta la somma delle migliori tecnologie attualmente disponibili nel campo del trattamento dei rifiuti, la società avrebbe dovuto investire oltre 20 milioni per la realizzazione del sito in zona industriale di Lecce, occupando manodopera e materiali provenienti della zona, generando indotto e opportunità di lavoro per il personale dell’impianto. Oltre a questo, è stato stimato un dimezzamento del costo di smaltimento della frazione organica a vantaggio delle casse dei cittadini e del Comune di Lecce, per tutta la durata dell’impianto, circa 20 anni. Tutto questo non è bastato: la prima conferenza di servizi di giugno 2017, dopo aver fatto attendere 6 mesi per una prima convocazione per via di un dubbio di legittimità, ha spedito al mittente il progetto senza nemmeno entrare nel merito delle caratteristiche del progetto, per un vizio di forma nella procedura di assegnazione del terreno in zona ASI. Una carta bollata ha tagliato le gambe ad un progetto che oggi avrebbe potuto essere già in cantiere, pronto ad offrire il proprio servizio alla comunità la prossima estate”.

Il commento dell’imprenditore si chiude quindi con una stoccata molto pungente: “Da leccese volato altrove per formarsi e studiare, ho davvero creduto di poter importare nuova linfa e capacità ad un territorio bellissimo, che non aspetta altro che crescere, ma che troppo spesso viene sequestrato dall’incapacità dei propri amministratori di andare oltre le prossime elezioni e di guardare alle prossime generazioni, nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica”.

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