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Mezza piazza off-limit. Perrone non cede alle pressioni

Incontro con un gruppo di commercianti sull'ordinanza che chiude via di Biccari. C'è malumore ma il sindaco tira dritto. Dall'altra parte della piazza, però, le auto continuano a passare indisturbate

Il sindaco con i commercianti in Piazza Sant'Oronzo.

LECCE - La sala consiliare di Palazzo Carafa si è riempita cinque ore prima dell'inizio della seduta prevista per le 16, non di esponenti dei vari partiti ma di commercianti che, a onor del vero, sembrano anche loro appartenere a diverse correnti di pensiero. Si sono ritrovati prima all'angolo della strada della discordia, via di Biccari, e dopo aver atteso il sindaco Paolo Perrone (impegnato in altro incontro), sono stati invitati a seguirlo in Comune in condizioni climatiche decisamente più favorevoli.

Un incontro, pubblico e informale, sollecitato a quanto pare dallo stesso sindaco, per fare chiarezza sull'ordinanza numero 747 del 3 giugno che dispone la rigida chiusura di via di Biccari e del prolungamento di via Acaya, prospiciente all'Anfiteatro. Nessuna eccezione, nemmeno per gli invalidi, ma solo la possibilità di scaricare la merce di primo mattino, tra le 6 e le 7.30. Una finestra troppo piccola che, a detta dei commercianti, non è compatibile con gli orari di apertura e con quella degli spedizionieri. "Si può valutare l'ipotesi di un'altra fascia oraria mattutina" , ha detto il primo cittadino, "ma di lasciare la facoltà di caricare e scaricare per tutto il giorno, non se ne parla nemmeno".

Per il momento di disagi, i commercianti, ne denunciano diversi: dall'edicolante che ha difficoltà nel ricevere il secondo giro di consegne, a coloro che esibiscono il fax dell'agenzia di spedizioni nella quale si avverte che, con l'ordinanza in vigore, i colli superiori a 30 chilogrammi saranno consegnati solo attraverso facchini e dunque con una spesa aggiuntiva. Problemi concreti, che incidono nella gestione ordinaria dell'attività. Ma sono anche questioni, sostengono in molti, che potrebbero essere neutralizzate dalla predisposizione di alcuni servizi come le piattaforme logistiche, cioè zone dove confluiscono le merci che vengono poi consegnate agli esercenti attraverso operatori pagati dal Comune o in compartecipazione.

Qualcun altro avanza la richiesta di una "zona ad alta rotazione", nelle quali le auto possono fermarsi o sostare non oltre il limite di tempo stabilito, e senza eccezioni. Del resto, il nodo dei parcheggi sta dietro a molte delle prese di posizione registrate non solo oggi sull'argomento. Con i lavori che stanno interessando Piazzetta Tito Schipa, che hanno sottratto diversi posti auto in una zona strategica tra la parte antica e quella più commerciale della città, anche un'ordinanza che riguarda un paio di stradine, come quella in questione, diventa rilevante. Sicuramente sono soddisfatti gli stessi negozianti di via di Biccari, che ne hanno caldeggiato a lungo la chiusura, e i turisti che occupano la via in tutta la sua larghezza senza doversi sacrificare sugli strettissimi marciapiedi che non invitano nemmeno ad ammirare le vetrine.

Erano circa una cinquantina i titolari di attività che hanno partecipato all'incontro di mezzogiorno; tra loro alcuni dei nomi "storici" del commercio leccese: Staffieri, Guacci, Crusi, Brunetti ma anche quelli di più recente "immatricolazione". A loro Perrone ha detto con molta chiarezza "di essere stato molto accondiscendente" rispetto all'entrata in vigore di un Piano della viabilità oramai datato e che l'amministrazione ha adottato tutti i passi graduali necessari per una metabolizzazione di una strategia di pedonalizzazione del centro che tiene comunque sulla graticola la Giunta, esposta al tiro dell'opposizione proprio per la "confusione" con cui viene attuata. Fermo restando, non si stancano di ripetere dal Pd, che la chiusura totale di Piazza Sant'Oronzo è ben lungi dall'essere realizzata, visto che da via Fazzi e via Augusto Imperatore, passando proprio sotto Palazzo Carafa e poi per via Leonardo Prato fino a Porta Napoli, si continua a tagliare il centro come un panetto di burro senza infrangere alcuna ordinanza o disposizione.

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