Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Mignone rigetta strumentalizzazioni e ingerenze: “L'assise vigile su rigurgiti d’odio”

La querelle sull’intitolazione della piazza a Ramelli. Dopo lo “stupore” manifestato dai consigli didattici dell’Università, la replica del presidente dell’assise comunale. Toccherà alla commissione Toponomastica valutare le motivazioni. Anche Anpi preme per la revoca

LECCE - Presunta riconciliazione e intitolazione di una piazza cittadina a “Sergio Ramelli e alle vittime dell'odio politico" secondo le risultanze della discussione generata da una mozione originaria presentata dal consigliere Roberto Giordano Anguilla e sottoscritta dai consiglieri di minoranza e dell’approvazione, riveduta e corretta, da parte dell’assise comunale.

Dopo lo “stupore”  e  la presa di posizione manifestata da una nota dell’Università del Salento a nome dei consigli didattici dei “Corsi di Laurea di area politologica” nelle scorse ore è stato il presidente del consiglio comunale, Carlo Mignone, a voler intervenire per ricostruire i vari passaggi che hanno portato alla decisione inerente l’atto amministrativo e il successivo iter di valutazione appannaggio della commissione Toponomastica e sgomberando, nel contempo, il campo da qualsiasi dubbio sulla tutela dei “valori democratici e antifascisti”.

Il 28 maggio scorso infatti il consiglio comunale di Lecce ha votato una mozione per l’intitolazione di una strada o di una piazza cittadina “a Sergio Ramelli e a tutte le vittime dell’odio politico”. Il voto, che ha visto un solo astenuto, è giunto all’esito di una discussione innescata da una mozione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia per l’intitolazione di una piazza “a Sergio Ramelli”, successivamente modificata a seguito della discussione in aula.

Ora, dopo il voto favorevole alla mozione integrata, la commissione Toponomastica procederà ad individuare la via o la piazza a cui assegnare l’intitolazione. E in replica al comunicato stampa diffuso dai consigli didattici dell’Università del Salento il presidente dell’assise Carlo Mignone ha preso una posizione rigorosa.  

“La mozione, votata dal consiglio comunale dopo una lunga, civile e fruttuosa discussione, ha assunto il valore di una presa di posizione contro l’odio politico, del quale l’uccisione del giovane Sergio Ramelli rappresenta un caso emblematico” spiega Mignone, “tanto quanto quella dei numerosi militanti, servitori dello Stato, giornalisti, sindacalisti e innocenti cittadini che persero la vita per mano criminale nel corso degli anni di piombo. Una discussione libera, che ha coinvolto forze politiche di orientamento eterogeneo, alla quale attribuisco assoluto valore e per la quale chiedo rispetto”.

“Chiunque voglia attribuire alla deliberazione un significato di presunta pacificazione o riconciliazione politica, incorre in errore” ammonisce Mignone, “c’è un giudizio netto: no all’odio politico, che, spogliando le persone della propria umanità e caricandone la semplice esistenza di valori simbolici sovrastrutturali, ha prodotto centinaia di vittime innocenti nel nostro Paese”.

“Sarà la commissione Toponomastica a decidere, dopo accurata istruttoria, il luogo e le motivazioni dell’intitolazione su cui il consiglio si è espresso” conclude Mignone, “da convinto sostenitore dei valori democratici e antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione, mi preme rassicurare i cittadini sul fatto che il consiglio comunale è, e sarà, vigile e pronto nel contrasto ad ogni manifestazione di estremismo politico violento e adunate neofasciste in città. Le istituzioni sono presidio di democrazia”.     

Anche Anpi in pressing per la revoca

Il tutto mentre già all’indomani della decisione assunta dall’assise comunale alcuni dei sodalizi cittadini  di Anpi Lecce; Arci Lecce; Cgil, Udu Lecce; Link Lecce e Uds Lecce avevano chiesto attraverso una nota congiunta alla giunta comunale cittadina “di recedere immediatamente dall’ambigua decisione e di non dimostrarsi remissiva alle richieste della destra politica”. Una richiesta ulteriormente reiterata nelle ultime ore da Silverio Tomeo del comitato provinciale Anpi di Lecce, all’indirizzo della commissione Toponomastica.

“Riteniamo irrituale e poco democratico che con un voto bipartisan del consiglio comunale del 28 maggio scorso si proponga pesantemente alla commissione toponomastica questo deliberato” scrive  Tomeo, “con solo una mozione e senza alcun corredo storiografico, in barba allo stesso regolamento. Avanziamo quindi la richiesta che la commissione Toponomastica ascolti controdeduzioni e documentazioni diverse per potersi meglio orientare e infine per rifiutare decisamente quello che propone la mozione da tutti approvata, eccetto un’astensione, dal consiglio comunale di Lecce”.

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