Minacce di morte a Stefàno? Il senatore non smentisce e non conferma

In questura non sarebbe stata presentata alcuna denuncia. Il caso emerso nelle ultime ore. Sedicenti ambientalisti avrebbero spedito un messaggio anonimo sul suo cellulare sul caso xylella, ma oggi non vuole rilasciare dichiarazioni. E intanto per ora non vi sarebbe comunque alcuna indagine aperta

LECCE - “Nessuna dichiarazione in merito”. Sentito per telefono da LeccePrima, il senatore salentino di Sinistra ecologia e libertà, Dario Stefàno, non ha voluto lasciare oggi comunicazioni ufficiali in merito alla vicenda apparsa sulle colonne de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’, che riferisce di un presunto messaggio intimidatorio (minacce di morte, secondo il giornale), inviato in forma anonima sul suo cellulare. “Non smentisco e non confermo”, ha aggiunto il senatore, incalzato per avere conferma quantomeno sulla fondatezza dell’episodio. 

Stando a quanto narrato, Stefàno avrebbe ricevuto il messaggio nel cuore della notte. Sarebbe arrivato da sedicenti ambientalisti. E avrebbe avuto un movente preciso: minacciarlo perché è stato fra gli esponenti politici locali in prima linea nella battaglia contro la xylella fastidiosa, in particolare nel fare pressing per la nomina del commissario straordinario che dovrà gestire l’emergenza, con misure che potrebbero contemplare anche il taglio di centina di alberi d’ulivo infetti dal batterio killer.

Il giorno della comunicazione che tale ruolo sarebbe stato incarnato da Giuseppe Silletti, comandante regionale del corpo forestale dello Stato, proprio Dario Stefàno era stato fra i primi a inviare le sue felicitazioni. Ma il senatore, oggi, non conferma, sebbene nemmeno smentisca che un messaggio minatorio simile sia arrivato sul suo telefono mobile. 

Chi invece garantisce che per il momento non sarebbero state presentate formalmente denunce, almeno alla questura del capoluogo salentino, sono proprio fonti interne di polizia. Tutte le indagini che riguardano esponenti politici passano giocoforza dagli uffici della Digos, che, però, non ha aperto alcuna inchiesta in materia.

Dario Stefàno è effettivamente passato ieri mattina dalla questura di Lecce, poco prima della conferenza stampa prevista sia per il saluto del questore Antonio Maiorano alla città (è stato destinato a Trieste), sia per la presentazione degli esiti sull’inchiesta riguardante gli scontri fra membri di Casapound e anarchici avvenuti ai primi di settembre. La sua, però, era una breve visita proprio per salutare il questore partente.

Se in quel lasso di tempo abbia anche dato comunicazione del presunto messaggio, in via del tutto informale, a qualche funzionario, riservandosi di sporgere denuncia a breve, è puramente una speculazione, per quanto non inverosimile. Così come non sarebbe inverosimile che una denuncia fosse presentata altrove, anche se al momento non vi sarebbe a Lecce nemmeno un'informativa sul caso. La mancata smentita in modo netto e deciso dell'interessato, d'altro canto, muove all'interpretazione che qualcosa possa realmente essere accaduta. 

Certo è che Stefàno oggi incassa la solidarietà del parlamentare del Pd, Salvatore Capone, il quale oggi scrive: "Che un sedicente ambientalista possa aver minacciato il senatore Stefàno a causa del suo impegno per combattere la xylella è vicenda gravissima e inaudita". 

"Nell’esprimere solidarietà a Dario Stefàno - prosegue , che in questi anni ha perseguito con impegno il rilancio dell’agricoltura pugliese, ritengo necessario sottolineare quanto, proprio in questo delicato momento, sia necessario abbassare i toni e lavorare all’unisono non solo per sconfiggere la xylella ma soprattutto per ridurne al massimo i  contraccolpi".

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"E’ evidente - aggiunge - come anche per il commissario straordinario questi primi giorni saranno fondamentali per avviare nel migliore dei modi le azioni necessari, ed è altrettanto evidente che aggiungere tensione a tensione rischi di rendere ancor più problematico un lavoro per nulla semplice”.

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