Dal ministero via libera a Tap, ma il sindaco chiede il sequestro del cantiere

Per la Direzione delle valutazioni ambientali le prescrizioni relative alla fase dell'espianto sono state ottemperate e si può dunque procedere. Le piante sane sono 211, le quattro con xylella sono state abbattute

Il cantiere oggetto della contesa.

MELENDUGNO – E’ arrivata con puntualità svizzera la nota con la quale il ministero dell’Ambiente autorizza Tap a proseguire nelle programmate attività di espianto di 211 alberi di ulivo mentre per le 16 classificate come monumentali si dovrà attendere la valutazione dell'apposita commissione regionale.

Dopo qualche ora durante la quale sembrava sancita una tregua, a seguito di una diffida inoltrata dal Comune di Melendugno, la società, forte dell’intervento ministeriale ribadisce che le attività di cantiere sono regolarmente in corso nell'area destinata al tunnel per il pozzo di spinta del gasdotto, nell'entroterra di San Foca. 

Il documento della Direzione per le valutazioni ambientali chiarisce che la verifica di ottemperanza delle prescrizioni relative alla rimozione degli alberi (A29, 44, e 45 prima parte) e alla realizzazione della strada di accesso per l’area di cantiere del microtunnel, la cosiddetta fase 0, può ritenersi conclusa. Inoltre la nota specifica che la procedura di assoggettabilità a Via del microtunnel riguarda una fase successiva, la 1 B, distinta da quella in corso, il che significa che si può procedere all’espianto degli alberi senza attendere la valutazione.

Mercoledì erano stati abbattuti i quattro ulivi colpiti dal batterio della xylella, mentre gli attivisti del Comitato No Tap protestavano all'esterno del cantiere. La Regione Puglia aveva comunque fatto pervenire una nota nella quale, pur rimettendosi alle valutazioni ministeriali, si rimarcava l'assenza delle condizioni per procedere all'espianto mentre il governatore Michele Emiliano accusava il governo di ignorare la volontà del territorio".

Proprio in attesa di quel parare l'espianto delle 211 piante sane era stato sospeso. Ma il ministero è intervenuto nelle scorse ore di fatto sancendo il via libera. Da ricordare anche l'esposto presentato dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, alla magistratura con la richiesta di valutare se ricorrano gli estremi per un sequestro preventivo d’urgenza sull’area del cantiere.

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