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Ministero boccia la cassa in deroga: dipendenti Alba Service verso la mobilitazione

I lavoratori senza sussidio da quattro mesi, hanno organizzato un sit-in di protesta. Con loro Cgil, Cisl e Uil. A rischio il piano di rilancio della società

LECCE – Senza stipendio e ormai privi del sussidio statale da 4 mesi. Sono tempi duri per i lavoratori di Alba Service, società in fallimento, che torneranno a farsi sentire ai piedi della prefettura di Lecce, mercoledì 2 maggio.

La situazione si è aggravata a causa del parere negativo espresso dal ministero del Lavoro per la concessione della cassa integrazione in deroga. Circa 120 famiglie del territorio sono rimaste prive di un’entrata e, considerata la situazione difficile e delicata, i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno indetto una giornata di mobilitazione e protesta per l’intera giornata, a partire dalle 9.30.

Le segreterie provinciali delle tre organizzazioni sindacali hanno inviato anche una lettera al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per chiedere la loro presenza a Lecce il 2 maggio, “affinché emerga la presa di posizione forte” delle due istituzioni sul diniego della proroga dell’ammortizzatore sociale.

L’obiettivo della mobilitazione è quello di sollecitare soluzioni rapide in vista del concordato preventivo presentato dalla società partecipata dalla Provincia di Lecce.

Alba Service, lo ricordiamo, non naviga in acque tranquille da anni: ha accumulato un deficit complessivo di circa 6 milioni di euro e debiti complessivi per 7,2 milioni di euro. Molti dei numerosi creditori della società hanno intanto avviato procedute esecutive, tuttora pendenti.

Alba Service non ha la disponibilità monetaria per ripianare i debiti e riprendere l’attività lavorativa, pur occupandosi di servizi essenziali come la manutenzione delle scuole e delle strade.

Si è aperta, quindi, la strada del concordato preventivo in bianco che potrebbe sciogliere alcuni nodi, bloccando le procedure esecutive e stralciando crediti e debiti, per rilanciare le attività.

La percorribilità del concordato preventivo dipende, però, da alcuni fattori, come il sostegno della Regione alle spese sostenute da Alba Service per le assistenti sociali (30 lavoratrici); la rinuncia preventiva del personale di Alba Service a una parte delle pretese creditorie (pari a circa il 75 percento degli importi); impegno per la prosecuzione della Cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori di Alba Service.

Il venir meno di uno dei tre pilastri (quello sulla cassa in deroga) mette a rischio l’intera operazione di salvataggio.

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