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Alfano: “Salento scommessa vinta al Sud”. Poi l’abbraccio alla madre di Lorenzo

Il primo giorno del convegno “Tenera è la notte”, sulla relazione tra movida, sicurezza ed economia, si è chiuso con il ministro dell’Interno che ha rivolto un saluto alla donna leccese che ad agosto ha perso un figlio , colto da malore in discoteca

Il ministro Alfano e il sindaco Perrone (Luca Capoccia Photo).

LECCE – Divertimento, legalità, ricchezza: il Salento è un modello. Così la pensa il ministro dell’Interno Angelino Alfano, a Lecce per concludere i lavori del primo giorno del convegno “Tenera è la notte”, organizzato dal prefettura del capoluogo salentino e dall’amministrazione comunale in sinergia con il Comune di Rimini e l’ufficio territoriale del governo della città romagnola.

“Il Salento è la più grande scommessa vinta dell’economia meridionale” – ha detto Alfano, sottolineando l’exploit della gastronomia e dell’intrattenimento notturno come generatori di reddito fondati sul piacere e sulla gioia di vivere in un territorio che certo non ha conosciuto lo sviluppo industriale o manifatturiero di altri luoghi.

Davanti ad una platea ricca di esponenti politici, istituzionali e membri delle forze dell’ordine, Alfano ha parlato anche dei rischi dai quali ora ci si deve guardare: quello di un approccio pedagogico innanzitutto, “perché ai ragazzi non bisogna dire come vivere la notte ma solo di farlo nel rispetto delle regole”; ma anche quello di un orientamento solo improntato alla sicurezza intesa come repressione.

“Io sono per l’approccio realista – ha commentato – che consiste nel non far andare male le cose per non generare un effetto boomerang”. La ricetta del ministro consiste nel concetto di sicurezza integrata, nell’affidarsi allo spontaneismo degli imprenditori evitando che ci siano abusi. Per questo è fondamentale, ha sottolineato, la collaborazione, ad esempio, con i gestori delle discoteche.

E a questo punto ha salutato e chiamato accanto a sé la madre di Lorenzo Toma, il 18enne deceduto ad agosto per problemi cardiaci mentre era con amici in una nota discoteca della costa levantina, il Guendalina: la sua morte fece molto clamore perché sulle prime si pensò alle conseguenze di un qualche tipo di abuso, come del resto era accaduto a Rimini il 19 luglio presso un’altra discoteca, il Cocoricò.

Prima di Alfano sono intervenuti, tra gli altri, il vice capo della polizia, Matteo Piantedosi, il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, il prefetto di Rimini, Materia Peg Strano e due psicoterapeuti. Il ministro dell'Interno è stato introdotto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che si è fatto carico di spiegare il contesto nel quale è maturato il convegno che domani avrà la sua giornata conclusiva.

"Nella provincia di Lecce - ha dichiarato il governatore - stiamo sperimentando un modello di collaborazione interistituzionale che ritengo assai positivo e innovativo, che tiene insieme i vari settori dello Stato, al fine di attuare l'indirizzo politico in tema di sicurezza e vigilanza. Qui stiamo sperimentando una modalità di lavoro, promossa dalla prefettura di Lecce, culminata in un protocollo di intesa che mira a evitare che i fenomeni negativi avvenuti d'estate in Salento si ripetano in futuro. Questo non significa impedire il divertimento dei ragazzi, ma renderlo più sicuro. Siamo di fronte a nuove sfide". 

"La Puglia, definita dal National Geographic come la regione più bella del mondo, deve far corrispondere a questi grandi successi la capacità di gestire i fenomeni conseguenti. Questo significa affrontare e risolvere le criticità del passato attraverso una procedura nella quale sindaci, Regione Puglia, istituzioni dello Stato, si coordinano verso obiettivi comuni".
 

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