Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Ministro Carrozza interviene in video. Gli studenti: “Sfugge alla contestazione”

L'esponente del governo con delega all'Università era attesa a Lecce per un incontro organizzato da Alfredo Mantovano. Le sigle studentesche La Pantera e Link Udu la accusa di sottrarsi al confronto mentre smantella il sistema formativo

Striscione appeso in vista dell'arrivo del ministro a Lecce.

LECCE – Era attesa a Lecce per domani, ma marcherà visita. Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza (sotto, nella foto @TM News/Infophoto) interverrà solo in video conferenza all’appuntamento di Sfide Culturali e politiche, la rassegna di incontri, giunta all’ottava edizione, organizzata da Alfredo Mantovano. Con il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, e con Stefano Semplici, titolare della cattedra di Etica sociale all’Università Tor Vergata di Roma, l’ex sottosegretario discuterà del tema “La formazione delle leadership”.

Per gli universitari leccesi è la conferma che l’esponente del governo tema le contestazioni, in queste settimane piuttosto frequenti per tutta una serie di provvedimenti che non incontrano il favore della “base”. Così Mirko Tondi, della sezione “La Pantera” della Federazione dei giovani comunisti: “Il bilancio della gestione Carrozza dell'intero apparato formativo del nostro Paese ad oggi è un disastro. Per la nostra regione sopratutto sono gravi i tagli di 41 milioni di euro dal fondo integrativo nazionale sul diritto allo studio precludendo la possibilità alla Puglia di riavere la copertura totale delle Borse di Studio. Grave anche il decreto ministeriale Punti Organico 2013”.

“Per il sistema universitario – prosegue Tondi - il turn-over complessivo è fissato al 20 per cento, con la possibilità per alcuni atenei (soprattutto nel meridione) di assumere personale docente e tecnico-amministrazione con percentuali inferiori a quella fissata. Altri atenei, invece, come la Scuola Superiore Sant’Anna (turn-over 212per cento ) e la Scuola Normale di Pisa (turn-over 160 per cento) in testa, oltre a conservare tutti i punti organico, li incrementano incamerando una parte di quelli sottratti agli altri atenei. Per evitare nuove sottrazioni un rettore, pertanto, ha due possibilità: o aumentare la contribuzione studentesca o diminuire le nuove assunzioni di personale”.

carrozza2-3Sulla stessa lunghezza d’onda il comunicato della lista Link-Udu, quella maggiormente rappresentativa del panorama studentesco: “La ministra ha paura delle contestazioni e rifiuta di ascoltare la voce degli studenti che hanno ormai svelato il progetto politico che emerge da queste riforme. Con i suoi provvedimenti, infatti, conferma il taglio lineare dei finanziamenti alle Università, il blocco del turn-over, il taglio del fondo per il diritto allo studio e la sperequazione nella distribuzione dei punti organico. La conseguenza è la creazione di un sistema universitario d’élite, basato sulla netta distinzione tra Atenei d’eccellenza super finanziati che avranno la possibilità di crescere investendo su didattica e ricerca e Atenei di serie B che potranno offrire una pessima qualità della didattica e in cui non sarà possibile fare ricerca”.

“Questi provvedimenti danneggiano pesantemente un contesto economicamente svantaggiato come quello del Mezzogiorno, in cui il ruolo degli atenei è fondamentale e la loro chiusura configurerebbe un colpo definitivo per i livelli occupazionali, causando un impoverimento sociale del territorio e costringendo migliaia di studenti che vorrebbero studiare nella propria terra ad emigrare verso gli atenei del Nord d’Italia o ad abbandonare gli studi. Questa vicenda non è che la dimostrazione della realtà del nostro slogan presente in scuole e università La nostra generazione non è muta, è la politica ad essere sorda”.

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