Mobilità, grandi opere e buona occupazione: la ricetta di Cgil per rilanciare il Sud

All'assemblea presso il museo Castromediano presenti anche i segretari regionali e nazionali, Gesmundo e Fracassi. "Il territorio deve superare il gap delle infrastrutture e servono risorse"

In foto: i segretari Cgil durante il convegno al museo Castromediano

LECCE - Cgil Lecce vuole riportare la vertenza Salento all’attenzione del governo regionale e nazionale. L’inserimento nell’agenda politica della “questione meridionale”, aggiornata al 2019, fa il paio con doverosi investimenti in opere pubbliche, infrastrutture e reti di trasporto.

“Se il territorio barese è stato in grado di rendere prioritari i lavori di riammodernamento, messa in sicurezza, elettrificazione e costruzione del secondo binario della propria rete ferroviaria locale, è doveroso pretendere che tali interventi siano prioritari anche qui” ha chiosato la segretaria Valentina Fragassi a margine del convegno “Sud al lavoro” tenuto presso il museo provinciale Sigismondo Castromediano.

L’incontro ha visto la partecipazione di tutti i sindacalisti delle varie categorie, insieme al presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, al segretario regionale Pino Gesmundo ed al vicesegretario nazionale Gianna Fracassi.

Obiettivo dell’assemblea? Innescare il dibattito su un nuovo modello di sviluppo del Mezzogiorno.

Il convegno si è infatti concluso con la richiesta alla Regione Puglia di convocare un tavolo, alla presenza delle parti sociali, delle autorità che gestiscono i fondi, degli assessori regionali, della Provincia di Lecce e dei sindaci, per fare il punto della situazione sugli investimenti previsti nel Salento dal patto per la Puglia e su altre opere pubbliche rimaste in sospeso.

Il prossimo appuntamento del sindacato è quello del 22 giugno a Reggio Calabria dove si terrà la manifestazione unitaria per il Sud.

Le dichiarazioni degli esponenti locali e nazionali di Cgil

Fragassi-3

“Non siamo la patria dei fannulloni, delle nuove mafie e dell’assistenzialismo”, ha ricordato la segretaria Valentina Fragassi nel corso del suo intervento. Il Sud, al contrario, rappresenta un’opportunità e un volano di sviluppo per l’intero Paese.

Il Mezzogiorno d’Italia ha le carte in regola per decollare. A patto, però, di puntare sull’innovazione e di allentare i cordoni della borsa degli investimenti.

“Il territorio deve superare lo storico gap infrastrutturale – ha aggiunto la segretaria-; basti pensare che non esistono collegamenti da Lecce verso l’aeroporto di Brindisi. Si chiama aeroporto del Salento per una ragione: nelle intenzioni inziali doveva infatti mettere in collegamento tre città, Lecce, Brindisi e Taranto”.

La sindacalista ha reclamato risorse utili a potenziare il sistema dei trasporti in una nuova chiave di sostenibilità economica, sociale ed ambientale: “Non è concepibile che tutto, persone e cose, viaggino ancora su gomma e non possiamo limitarci a parlarne sui giornali o nei convegni: queste buone prassi devono essere messe in atto quotidianamente”.

Anche l'esponente regionale Pino Gesmundo ha recliamato una maggiore attenzione al problema della mobilità: “I Fondi strutturali, come i Fesr, devono essere messi subito a frutto per agevolare la crescita del territorio, generando buona occupazione. Occorre sbloccare subito i 130 milioni per le Ferrovie Sud Est e valorizzare il Mezzogiorno mettendo anche mano al bilancio dello Stato, oltre a spendere correttamente i fondi comunitari”.

“Uno dei temi della piattaforma Cgil, Cisl e Uil è quello della mobilità – ha precisato la segretaria nazionale Fracassi -. Si deve aprire una discussione seria sulle infrastrutture che è meno presente nel dibattito pubblico, ma non per questo meno importante. La viabilità ferroviaria è un cavallo di battaglia del sindacato ma occorre un ragionamento molto serio anche su ciò che occorre sul territorio per determinare lo sviluppo".

Fracassi ha denunciato anche un taglio nelle compensazioni proposte per la realizzazione del gasdotto Tap. Secondo la segretaria, il governo Conte avrebbe applicato “uno sconto” per motivi ancora non chiari, arrivando a parlare di 30 milioni di euro a disposizione del Salento quando ne erano previsti, in fase iniziale, oltre 50.

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Infine l’esponente nazionale ha proposto di inserire i porti del Sud, in particolare quelli di Taranto e Gioia Tauro, nelle grandi rotte economiche internazionali (non ultima la via della seta): “Diversamente cominceremo a nutrire delle riserve sullo sbandierato interesse del governo per il Mezzogiorno”.

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