Domenica, 13 Giugno 2021
Politica Piazza del Popolo

Catena umana attorno al “San Giuseppe “: in centinaia per dire no al piano di Emiliano

Come avvenuto in tutto il Salento, mobilitazione bipartisan anche per l'ospedale di Copertino. Il sindaco: "Battaglia di numeri, non di campanile"

Un momento della mobilitazione a Copertino

COPERTINO – Cambia la cittadina, ma la denuncia è sempre la stessa: la sanità non si tocca. Anche a Copertino ci si mobilita per salvare l’ospedale. In mattinata, infatti, in circa 700, si sono dati appuntamento in piazza del Popolo, per protestare contro l’attuale piano di riordino ospedaliero voluto da Michele Emiliano e dalla sua giunta.

Presenti, durante l’inaugurazione della protesta, diversi esponenti politici. Oltre al sindaco di Copertino, Sandrina Schito, a difesa del “San Giuseppe da Copertino” sono scesi in piazza anche il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, alcuni consiglieri provinciali  -anche dell’opposizione- e consiglieri regionali.

Presenti, inoltre, quasi tutti  i primi cittadini dell’Unione dei comuni della zona, la cosiddetta “Union3”,  nella quale convogliano i paesi che orbitano attorno a Copertino. Dopo una prima introduzione, i partecipanti si sono spostati nei pressi del piazzale antistante la struttura sanitaria che ora rischia il ridimensionamento. Hanno formato una sorta di catena umana, per abbracciare simbolicamente l’edificio e “proteggerlo” dai tagli che si intravedono, minacciosi, all’orizzonte.

Il primo cittadino ha sottolineato che, quella di oggi, non è una battaglia di tipo politico, né di “campanile”. E a dimostrarlo del resto, come per le altre mobilitazioni per salvare gli ospedali del Salento, è la presenza bipartisan. Si tratta di una lotta con numeri alla mano, ha sottolineato il sindaco Schito. Poiché, sempre a detta del primo cittadino, l’ospedale di Copertino è il secondo dopo il “Vito Fazzi” di Lecce, che va praticamente a supportarlo quando quest’ultimo è intasato. Il “San Giuseppe”, inoltre, è il nosocomio a cui fa riferimento un ampio bacino di utenza, specialmente da quando i residenti di Nardò hanno perduto il loro di ospedale”.

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