"Il modello dipartimentale non è definitivo": Asl apre ai sindacati

La direzione puntualizza che la proposta è suscettibile di modifiche, in linea con le decisioni della Regione, e propone un confronto con le organizzazioni sindacali

LECCE – Non vi è niente di definitivo e immutabile nel piano di riordino ospedaliero che la Asl di Lecce. Dopo l’approvazione del secondo regolamento regionale, la direzione strategica si è avviata a piccoli passi nella fase operativa, ma le scelte non sono irreversibili.

Anzi. La proposta di modello organizzativo per i dipartimenti “è una base di lavoro non rigida”. Lo puntualizzano i vertici di via Miglietta che aprono le porte ad un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali (da calendarizzare) per valutare tutte le ipotesi e le loro proposte modificative.

“La proposta di modello organizzativo dipartimentale, elaborata sulla base delle previsioni del regolamento regionale numero 7 del marzo, sarà tempestivamente implementata, o modificata, qualora dovessero intervenire successive disposizioni regionali in materia – scrivono i tre direttori, Melli, Pastore e Sanguedolce -. Questa intenzione del resto, è stata già esplicitata in maniera chiara, e non fraintendibile, nella nota conclusiva inviata ai sindacati. Anche il termine del 23 giugno 2017 precedentemente indicato non è perentorio ed ha un valore programmatico”.

La proposta formulata dalla Asl, in buona sostanza, rappresenta una sorta di canovaccio sul quale avviare un confronto tra le parti. In più, così come previsto nell’intesa tra Regione e sindacati del dicembre scorso, la direzione di via Miglietta si dice pronta a rimettere mano alle carte in caso di eventuali richieste da parte degli organi regionali. 

“La direzione strategica ci ha lanciato la proposta di strutturare il modello dipartimentale, rispettando la normativa regionale vigente che impone alle Asl di riportare i modelli all’interno di indicatori numerici: questo dato numerico ora va incastrato alla luce del piano di riordino – risponde Floriano Polimeno della Cgil -. Manca però una tassello importante, e cioè quell’atto aziendale che ci permetterà di organizzare strutture complesse a partire dal fabbisogno sanitario”.

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E ancora: “Ci hanno mandato la bozza della proposta il 15 chiedendo una controdeduzione scritta entro il 23 giugno; noi abbiamo richiesto però un confronto perché non possiamo decidere del futuro della sanità salentina per iscritto. Ora torneremo a parlarne in sede di delegazione trattante così come da accordi”.

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