"Mondovisioni": anche a Lecce la rassegna dei documentari di Internazionale

Dal 12 al 26 ottobre, ogni lunedì e giovedì a partire dalle 19, presso la sede dei Cineporti di Puglia, incontri con giornalisti, fotoreporter, studiosi e proiezioni che accompagnano lo spettatore in giro per il mondo, tra repressione, guerra e lotta per i diritti umani

We are journalists.

LECCE –  Attualità, diritti umani e informazione. Dal 12 al 26 ottobre, anche a Lecce, la consueta rassegna di documentari “Mondovisioni” curata da CineAgenzia in collaborazione con la rivista Internazionale.

L’iniziativa, battezzata per l’occasione “Guardare al presente”, si terrà presso la sede leccese dei Cineporti di Puglia, di lunedì e giovedì a partire dalle 19, consiste in cinque incontri e cinque proiezioni in collaborazione con (Ri)Generazione Politica e Xoff. Conversazioni sul futuro e finanziata dalla Fondazione Apulia Film Commission.

Il programma prenderà il via lunedì 12 ottobre (ore 19) con l’incontro “Il mondo nei documentari” che vedrà la partecipazione di Stefano Campanoni (CineAgenzia – Mondovisioni), Chiara Eleonora Coppola (Apulia Film Commission) e della giornalista Amalia De Simone (Corriere della Sera).

Alle 20.30 spazio alla proiezione del primo documentario We are journalists di Ahmad Jalali Farahani (Danimarca/Iran 2014, 85’ – Anteprima italiana). Il sofferto percorso attraverso un decennio di lotta dei giornalisti iraniani per sopravvivere e lavorare sotto il governo di Ahmedinejad, oltre la speranza delusa della rivoluzione verde del 2009. Il regista è lui stesso un giornalista, in esilio dopo essere stato perseguitato e torturato dal regime.

Giovedì 15 ottobre secondo appuntamento dedicato alla Colombia e ad Antanas Mockus, ex sindaco di Bogotà. Alle 19 incontro - moderato da Giorgio Scolozzi - con Sandro Bozzolo autore del libro “Un sindaco fuori del Comune. Storia di Antanas Mockus. Supercittadino di Bogotà” (Emi Editrice – Missionaria Italiana) e a seguire la proiezione di Life is sacred di Andreas M. Dalsgaard (Danimarca/Irlanda/Norvegia/Colombia 2014, 104’ – Anteprima italiana).

Per decenni abbiamo sentito parlare della Colombia per i suoi signori della droga, guerriglieri, paramilitari e governanti corrotti. Ma il paese ha anche un altro volto, quello di chi lavora duramente e combatte per una vera democrazia, come Antanas Mockus, leader eccentrico e senza paura che usando mimi, matite, flashmob e costumi da supereroe, ha dichiarato guerra a ingiustizie e violenza. Del suo pacifico esercito di giovani seguaci fa parte Katherin, che però scoprirà che cambiare una società contaminata dall’illegalità è molto più difficile di quanto credesse. Un film che vuole aprire un dibattito su moralità e politica, non solo in Colombia.

Lunedì 19 ottobre alle 19 la serata si aprirà con l'incontro "L'Europa dopo Kobane" con Ivan Grozny Compasso (giornalista freelance , autore di “Kobane dentro. Diario di guerra sulla difesa del Rojava” – Agenzia X) e Daniele De Luca (docente di Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università del Salento). Nel dicembre 2014 Compasso è stato tra i pochi a entrare dentro a Kobane, riuscendo a divulgare nel web informazioni in diretta dall’interno della città assediata, dove le donne e gli uomini della resistenza curda combattono contro l’avanzata dell’esercito dell’Isis. Il libro è un diario dettagliato di sette giorni di permanenza a stretto contatto con i guerriglieri e il loro straordinario sistema di autogoverno influenzato dagli studi in carcere di Abdullah Öcalan sul pensiero libertario di Murray Bookchin.  Sette notti con il sottofondo dei mortai tra gli incubi di terrore e morte che si mischiano ai sogni di una futura idea di umanità.

Dalle 20.30 sullo schermo Voyage en barbarie di Cécile Allegra e Delphine Deloget (Francia, 2014, 72 minuti - Anteprima italiana). Il Sinai è diventato teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009 50mila eritrei sono passati da qui, e 10mila non ne sono mai tornati. Giovani, di buona famiglia, cristiani, in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati da beduini che non hanno che un obiettivo: ottenere un riscatto dalle famiglie, come conferma l’intervista senza precedenti a uno di loro. Tre sopravvissuti ci consegnano la loro testimonianza: Germay, rifugiato al Cairo, e Robel e Haleform, che hanno ottenuto asilo in Svezia. Le loro voci sono le prime a svelare una vicenda avvolta dal silenzio, l’ennesimo dramma sulle rotte della migrazione.

Giovedì 22 ottobre dalle 19 incontro con Bruno Ballardini, autore di “Isis. Il marketing dell’apocalisse” (Baldini&Castoldi) che dialogherà con il sociologo Stefano Cristante e con il ricercatore e giornalista Ubaldo Villani Lubelli. Dopo la strage di “Charlie Hebdo” e i video delle esecuzioni di giornalisti occidentali, l’orrore dell’Isis è entrato nelle nostre case, e la sua “guerra mediatica” ne ingigantisce il pericolo. Questa regia lo distingue da al-Qaeda, tanto che per Ballardini il modo in cui l’Isis fa propaganda si può considerare l’11 settembre della comunicazione politica.

Dalle 20.30 spazio a (T)error di Lyric R. Cabral e David Felix Sutcliffe (Stati Uniti 2015, 93’ – Anteprima italiana), il primo documentario a seguire dall’interno una operazione anti-terrorismo dell’FBI, per rendere conto dello stato attuale della War on Terror contro l’islamismo radicale, attraverso una vicenda paradossale che sembra più partorita dalla mente di uno sceneggiatore che pianificata dal Pentagono. Dal punto di vista di “Shariff”, 63enne afroamericano, ex-attivista diventato informatore, scopriamo le tattiche di indagine adottate dall’intelligence statunitense, e le torbide giustificazioni che le sostengono. Teso come un thriller, crudo e controverso, (T)error illumina la fragile relazione tra libertà individuali e sorveglianza totale nell’America d’oggi.

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Lunedì 26 ottobre, ultimo appuntamento, con la proiezione di En tierra extraña di Iciar Bollaín (Spagna 2014, 73’ – Anteprima italiana) preceduta da un incontro con Giuseppe Caporale (Resto al Sud), Luca Ciccarese (Prima che te ne vai), Marianna Pozzulo (Bentornati al Sud). Modera Simona Palese (DueVerticale). Il film racconta la storia di Gloria, una dei 700mila spagnoli che hanno lasciato il loro paese dall’inizio della crisi economica. Nata in Almeria, 32 anni, insegnante disoccupata in Spagna, ha trovato lavoro come commessa a Edimburgo, dove ha lanciato il progetto “Ni Perdidos Ni Callados” (Né persi né silenziosi), per esprimere la sua frustrazione di expat e dare voce ai 20mila spagnoli che vivono nella capitale scozzese.

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